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  Futuro di Sondrio

Sondrio (e non solo) presente e futuro ...

La situazione della popolazione e dei servizi ad essa rivolti stanno subendo profonde modifiche sotto l'aspetto socio sanitario ed economico, situazione che non fa sperare in evoluzione positiva salvo intervenire tempestivamente.
Gli abitanti della città sono in progressiva diminuzione per la mortalità e per la diminuzione della natalità. Per il resto la popolazione invecchia e quindi necessita di assistenza e cure sempre maggiori.
La sanità pubblica fino a qualche tempo fa rispondeva abbastanza adeguatamente, ma da qualche tempo scricchiola.
I dirigenti dell'ospedale dichiarano di risparmiare, e la regione per questo riconosce loro dei premi ... ma ... Il risparmio è lodevole e va premiato se la struttura è florida, i pazienti sono soddisfatti ed il personale "invece" pure. Quando si assiste ad un fuggi fuggi di medici e di pazienti con un ovvio calo delle spese (ma anche delle entrate!) casca l'asino.
Non è casuale che in provincia si aprono sempre nuovi e sempre più efficienti ambulatori privati, fenomeno mai visto in valle! L'aumento dei tickets poi fa la sua parte.
Lo Stato poi non brilla in lungimiranza e di anno in anno riduce gli stanziamenti per la sanità pubblica, al contrario degli altri paesi europei, e ignora una maggiore richiesta di cure da parte di una utenza sempre più anziana, le moderne e più costose terapie e le differenze talvolta abissali tra le regioni del nord e quelle del sud che causano migrazioni massicce.
In questo contesto ovviamente diventa sempre più utile se non indispensabile il ricorso alle assicurazioni private che ci spingerà sempre di più verso una "americanizzazione" della sanità ... per chi se la potrà permettere ... altrimenti?
La ben nota lungimiranza che ha indotto ad introdurre il "numero chiuso" nella facoltà di medicina sta dando i suoi malefici frutti: mancano i medici! Per forza ... medici anziani vanno in pensione o fuggono verso il privato e molti neolaureati vanno all'estero dove hanno migliore trattamento (le spese della loro istruzione le ha pagate il solito pantalone!). Qualche "genio" ha fatto i conti con un pallottoliere senza qualche pallina! E poi subentrano medici di importazione albanesi!
Avrete visto tutti moltissime vetrine buie, negozi dismessi che sono un pessimo segnale, ma si parla anche di 6 o 700 appartamenti vuoti ... Ci sono ampi spazi da riempire.
Sono frequenti casi di figli ultrasettantenni che fungono da "badanti" a genitori quasi centenari, moralmente è bello ma se manca la successione il problema diventa drammatico sotto molti punti di vista.
Via gli abitanti la città muore, ve ne siete accorti? Per ridare vita o si mettono al bando profilattici e pillole e si introduce furtivamente viagra nell'acquedotto oppure ...
La nostra popolazione invecchia e si riduce numericamente. Far entrare qualcuno, educarlo, insegnargli un lavoro e immetterlo nella nostra società potrebbe essere preso in considerazione? Ma non mi si fraintenda: tutto deve essere programmato con intelligenza nel pieno rispetto dei diritti degli immigrati e delle loro famiglie, senza forme di squallido sfruttamento ... farne cittadini italiani insomma e non ingenerare forme di "glebalizzazione" e/o di "apartheid" e poi la paura genera violenza oppure la violenza genera paura? Non facciamoci ingannare!
Esistono ambasciate e consolati in tutto il mondo che possono fare da opportuno filtro! La gente che arriva non deve sbarcare da gommoni a casaccio ne essere "salvata".
Basta prendere esempio dalla Germania dopo la caduta del muro di Berlino.
Mi domando e vi domando: E' saggio opporsi apoditticamente ad un Δ + di "nuovi arrivati" ?

Pier Luigi Tremonti

Tratto da Alpes N.1 2019


Stringere la mano del partner lenisce il dolore.

Il dolore può essere lenito da una carezza o dalla mano del partner che stringe le tue: l'effetto del cosiddetto "tatto di supporto" è stato registrato nel cervello di un gruppo di donne oltre che essere confermato dalla loro esperienza soggettiva riportata. È la scoperta resa nota sulla rivista Pain e frutto di uno studio di Marina López-Solà, del Cincinnati Children's Hospital Medical Center e colleghi della University of Colorado a Boulder.
Diversi studi avevano fin qui evidenziato la possibilità che un gesto fisico affettuoso come una carezza o una stretta di mano avessero un effetto analgesico su chi le riceve, specie se la persona coinvolta è il proprio partner. Addirittura l'effetto era stato riscontrato in situazioni di vita reale e tipicamente molto dolorose come durante il parto. Ma in questo studio l'effetto analgesico del tatto è stato registrato persino nel cervello usando la risonanza magnetica funzionale.
Un gruppo di volontarie è stato sottoposto a stimoli dolorosi sia mentre il rispettivo partner teneva loro la mano teneramente, sia quando le donne potevano schiacciare tra le mani una pallina antistress. Ebbene è emerso che, esclusivamente quando il partner stringeva loro le mani, la riduzione del dolore (riferita dalle volontarie) veniva registrata oggettivamente nel cervello delle donne dalla risonanza, con una corrispondente riduzione dei segnali neurali 'in corsa' nei circuiti del dolore e dello stress.
Gli esperti ritengono che l'effetto analgesico del tatto sia mediato proprio dalle aree neurali dello stress, dell'emotività e dell'attenzione oltre che direttamente dai centri nervosi del dolore. La scoperta consentirà di capire meglio l'efficacia analgesica di carezze e altre espressioni affettive, al fine di sfruttarle al meglio nella vita reale. (ANSA)


Per TAR Piemonte un'infrazione basta per revisione licenza guida

Patente sempre più a rischio per gli automobilisti indisciplinati.
Il TAR del Piemonte ha sentenziato che basta provocare un incidente a seguito di un sorpasso azzardato per essere sottoposti al procedimento di revisione della patente e, quindi, essere costretti a sostenere nuovamente gli esami.
Con il pronunciamento numero 667/19, pubblicato il 5 giugno, la seconda sezione di Torino del Tribunale amministrativo ha, infatti, spiegato che se "in linea di principio, una sola infrazione alle norme del Codice della Strada non può costituire, di per sé e indipendentemente da ogni valutazione circa l'idoneità e la capacità di guida del conducente, il presupposto del provvedimento inteso a prescrivere la revisione della patente", in taluni casi come quello oggetto del pronunciamento, in cui un'automobilista sorpassando ad alta velocità un altro veicolo su una strada a doppio senso aveva causato uno scontro con un mezzo pesante che procedeva in senso contrario, "non può in concreto escludersi che la natura e le circostanze dell'infrazione siano di per sé inequivocabilmente idonee ad attestare la sussistenza dei presupposti indicati dall'art. 128 del codice (Consiglio di Stato sez. VI 1 settembre 2009 n. 5116; sez. IV 3/10/2018 n. 5682)". Di qui la revisione della licenza di guida per cui il soggetto sanzionato, per non perdere il 'documento rosa', deve sostenerne nuovamente l'esame.
Nel diffondere il testo della sentenza e commentarne gli effetti, gli esperti del quotidiano di informazione giuridica dirittoegiustizia.it della Giuffrè Francis Lefebvre chiariscono: "Il provvedimento di revisione della patente di guida è legittimo anche se basato solo su una grave infrazione alle regole stradali. Secondo quanto previsto dalla normativa e dagli orientamenti attuali, basta quindi questa singola grave violazione per fare insorgere dubbi concreti sulla persistenza dell'idoneità tecnica dell'automobilista".


Hai ricevuto il verbale di multa a casa? Potresti trovarti a pagare quasi 10 euro solamente per la spesa di notifica,

Hai ricevuto il verbale di multa a casa? Potresti trovarti a pagare quasi 10 euro solamente per la spesa di notifica, alle quali, ovviamente, si aggiunge l'importo della contravvenzione.

E' la conseguenza degli aumenti previsti da Poste Italiane, in accordo con Agcom. Il rincaro arriva al 40% per il costo della spedizione delle raccomandate che non superano i 20 grammi di peso, che sono anche quelle più comuni.
Ricevere queste buste, fino a pochi giorni fa, prevedeva un costo di notifica di 6,80 euro. Adesso ai arriva a 9,50 euro.
Poste Italiane ha spiegato l'aumento necessario a causa della reintroduzione della Can, la comunicazione di avvenuta notifica (senza ricevuta di ritorno), a seguito della manovra 2019. Bisogna inoltre tener conto anche della Cad, ossia la raccomandata con cui si avvisa che l'atto non è stato consegnato perché è stato trovato nessuno disposto a firmare. Essendo aumentato il numero di spedizioni, Poste si vede costretta a sostenere costi maggiori.
Per alcuni potranno sembrare pochi euro ma alcuni esempi possono aiutare a capire meglio le possibili paradossali conseguenze della misura.


SPECIALE IMMIGRAZIONE

I 10 luoghi comuni (da sfatare) in vista delle elezioni europee

* Tratto da Redattore Sociale (sintesi)

Pagano le tasse e la previdenza, contribuiscono alle nascite, hanno tassi di criminalità simili agli italiani, sono in gran parte cristiani, emigrano per una vita migliore, ma subiscono misure restrittive (ad esempio nelle prestazioni assistenziali).
Economia. In Italia i tassi di crescita sono bassi e nel 2019 si scenderà sotto l'1%, gli investimenti sono minimi, la ricerca tecnologica langue, la burocrazia è costosa e il debito pubblico cresce. Gli immigrati rappresentano, infatti, circa il 10% degli occupati e il 10% dei titolari di impresa, pagano 3,3 miliardi di euro di Irpef e altrettanti come contributi previdenziali.
Demografia. La popolazione italiana diminuisce (nel 2018 di 90 mila unità), i decessi superano le nascite e il numero medio di figli per donna è basso, la speranza di vita è alta e gli over65 sono un quarto della popolazione totale. Inoltre, i giovani sono tornati a lasciare il Paese, e, tra questi anche gli immigrati diventati italiani. "Questo comporterà effetti negativi sull'occupazione e a livello previdenziale i pensionati troveranno sostegno in un numero ridotto di lavoratori in attività.
Anche questo scenario non è da imputare agli immigrati, che anzi incidono quasi per un sesto sulle nuove nascite.
Occupazione. In Italia il sistema produttivo non è paragonabile a quello di altri Paesi fondatori dell'Ue: pochi brevetti, scienziati che emigrano, standard qualitativi delle università in calo, formazione professionale non paragonabile, ad esempio, a quella tedesca. Su questi fattori non hanno influito gli immigrati che si sono inseriti negli spazi lasciati liberi dagli italiani: manovalanza, facchinaggio, bassi servizi nella ristorazione e negli alberghi, collaborazione domestica e familiare. Per il 34% degli immigrati occupati le mansioni svolte sono inferiori alla preparazione ricevuta e in media la loro retribuzione è del 27% inferiore a quella degli italiani. A livello imprenditoriale le 588 mila imprese gestite da nati all'estero assicurano posti di lavoro, anche a italiani, e sono aumentate anche negli anni della crisi, attestando il dinamismo occupazionale della forza lavoro di origine straniera.
Criminalità. Uno dei luoghi comuni sugli immigrati è che commettano più reati degli italiani. Tale conclusione non è fondata per quanto riguarda gli immigrati residenti e non trova riscontro nei dati. Tra il 2004 e il 2016 la popolazione italiana è rimasta stabile, ma le denunce contro gli italiani sono aumentate del 31,7%. Invece, gli immigrati regolari sono più che raddoppiati (+128,3%), mentre le denunce contro gli stranieri sono cresciute solo del 13,7% e la loro incidenza sul totale delle denunce è scesa al minimo storico (29,2%). La stragrande maggioranza delle denunce contro stranieri non riguarda gli immigrati residenti bensì quelli in posizione irregolare e/o di passaggio. Si può concludere che gli immigrati residenti hanno un tasso di criminalità simile agli italiani.
Previdenza. Gli immigrati sono "preziosi" sostenitori del sistema pensionistico italiano: pagano 11,5 miliardi di euro come contributi previdenziali all'anno (dati 2016) e incidono per meno dell'1% sulle pensioni. Partecipando in misura elevata alle prestazioni in caso di disoccupazione e incidono di più sulle indennità di maternità perché fanno più figli. "Complessivamente. Sono molte anche le prestazioni pensionistiche perse perché gli immigrati spesso sono costretti a rimpatriare prima dell'età pensionabile, senza sapere o essere informati sul fatto che la domanda per la pensione può essere inoltrata anche dai Paesi di origine.
Religione. L'invasione musulmana è un'altra delle mistificazioni utilizzate. Oltre a ricordare come l'Italia sia da secoli un Paese multireligioso, la maggioranza degli immigrati è di religione cristiana (il 52,%) con 1,5 milioni di ortodossi, 1 milione di cattolici e oltre 220 mila protestanti. I musulmani sono circa 1,6 milioni, quasi un terzo dei 5 milioni di immigrati residenti. A questi si aggiungono poi induisti, buddisti e altri gruppi minori.
Regolamentazione dei flussi. In Italia le quote di ingresso per lavoro sono bloccate da anni e risultano sostanzialmente riservate agli stagionali o alla conversione del titolo di soggiorno a favore di chi è già presente. Sono invece pochi gli arrivi di lavoratori qualificati non soggetti a quote. Gli ingressi avvengono per ricongiungimento familiare o per richiesta di asilo.
L'Italia ha fatto molto negli ultimi anni per i rifugiati, ma non accoglie più richiedenti asilo di quanto facciano in media altri Paesi europei.
Aiutarli a casa loro? Una tesi positiva che però si accompagna e si utilizza per giustificare con un trattamento peggiorativo degli immigrati nel nostro Paese.
Il decreto Salvini ha portato a un aumento del numero degli irregolari, 533 mila a inizio 2019 che diventeranno 750 mila nel 2020 (secondo le stime più accreditate). E i rimpatri, difficili e costosi, risultano in calo rispetto agli anni precedenti.
La speranza che la spinta migratoria si riduca è irrealistica secondo gli esperti, a metà secolo crescerà la popolazione mondiale e raddoppierà il numero dei migranti nel mondo.
A questi sviluppi bisogna prepararsi, con realismo ma senza chiusure di principio. Per favorire l'inte(g)razione è indispensabile che si passi dalle discriminazioni alle pari opportunità, nell'ottica di valorizzare allo stesso modo tutti i cittadini che concorrono allo sviluppo dell'Italia".


LA TUA BICICLETTA E' A PROVA DI STRADA?

Un controllo alla bicicletta garantisce maggiore sicurezza stradale.

Di seguito trovate la lista degli elementi a cui prestare particolare attenzione.
Dotazioni: l'ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali prevede che le biciclette idonee alla strada siano provviste di pneumatici gonfiati a dovere, due freni robusti, catarifrangenti con una superficie minima di dieci centimetri quadrati anteriori (bianchi) e posteriori (rossi) e catarifrangenti arancioni sui pedali. Per le biciclette da corsa non sono prescritti i catarifrangenti sui pedali. La sera, la notte e all'interno dei tunnel deve essere accesa una luce fissa anteriore (bianca) e posteriore (rossa). Luci aggiuntive, anche intermittenti, sono permesse
Freni: prima della partenza controllate assolutamente i freni. Se le guarnizioni dei freni a disco sono troppo consumate, durante la frenata sono meno efficaci ed emettono un rumore raschiante. Non esiste una regola fissa sul momento corretto per cambiare i freni poiché dipende molto dalle modalità di utilizzo, dal tipo di bicicletta e dal materiale.
Gomme: La ruota gira bene? È piegata? Oscilla? I piccoli difetti si possono correggere in pochi minuti con un tendiraggi. Se la ruota è invece notevolmente storta in più punti, la bicicletta andrebbe portata in officina. Verificate inoltre il profilo degli pneumatici e controllate che i copertoni non presentino tagli o altri danni. Dopo aver controllato cerchioni e copertoni, occorre gonfiare le gomme. L'inutilizzo provoca lo sgonfiamento graduale delle gomme anche senza che ci siano piccoli buchi. Premete sugli pneumatici con il pollice. Se cede più di un centimetro, deve essere gonfiato.
Cambio: se la bicicletta non viene utilizzata per lungo tempo, il cambio può sfasarsi. Le conseguenze sono rumori sferraglianti e cambi di marcia involontari. Spingete dapprima la bicicletta a mano per verificare che la catena non faccia rumori strani e non si sposti all'indietro. Le riparazioni alla catena di una certa entità dovrebbero essere effettuate da un professionista. Se la catena è ancora intatta, è comunque consigliata una pulizia. È una procedura molto facile: sfregate semplicemente la catena con un vecchio strofinaccio. Una volta che la catena è libera dalla sporcizia, occorre oliarla. Spruzzate una goccia d'olio in ogni elemento della catena e fatele fare qualche giro in folle.
Luci: durante le prime ore del mattino e di notte, il rischio di incidenti sulle strade è tre volte più elevato rispetto alle ore diurne. Prima di mettervi in strada la mattina presto o la sera tardi, verificate quindi il funzionamento delle luci anteriori e posteriori. Se non funzionano, generalmente si tratta di una lampadina fulminata o di un cavo staccato. Cambiate la lampadina o riattaccate il cavo.


'Esclusi' dalla sanità pubblica 8 milioni di cittadini

Anziani, malati cronici e persone a basso reddito: «sono 8,1 milioni gli italiani che oggi non hanno più la possibilità di essere assistiti dallo Stato nei loro percorsi di cura ed il trend non sembra rallentare». Questa la stima di Marco Vecchietti, autore del libro "La Salute è un Diritto. Di tutti", presentato alla Camera dei Deputati.
Tempi lunghissimi e prezzi del ticket troppo alti: questi i motivi principali che portano sempre più italiani a rinunciare alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale che, negli ultimi 10 anni, ha ridotto la propria capacità assistenziale di oltre il 10% (dal 97,6% all'86,5%).
A farne le spese sono stati 8,1 milioni di cittadini (13,5%), oggi esclusi da cure. Un numero in crescita, visto che erano 1,3 milioni nel 2006 (pari al 2,4%). Il contingentamento progressivo delle risorse per la spesa sanitaria, sottolinea Vecchietti, amministratore delegato e dg di RBM Assicurazione Salute, «che alimenta un ricorso crescente al pagamento di tasca propria delle cure e disuguaglianze territoriali sempre più marcate». (ANSA)


Cure palliative, solo 12% di chi ne ha bisogno le riceve

Solo il 12% dei pazienti che ha bisogno di cure palliative, oggi riesce a riceverle, e si tratta quasi esclusivamente di pazienti oncologici. Stime che mostrano che «abbiamo un bisogno molto più ampio della risposta». A rendere chiaro quanto ancora c'è da fare per una piena attuazione della legge 38, è la presidente della Federazione italiana di cure palliative (Ficp), Stefania Bastianello, ascoltata dalle Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali di Montecitorio, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge sulla liceità dell'eutanasia.
«La sedazione palliativa, ha detto, può rappresentare un'opzione alternativa per molti pazienti che richiedono l'eutanasia. Tuttavia, il rifiuto a continuare a vivere può esser legato anche a condizioni di malattia non terminali ma comunque ritenute non dignitose dal malato stesso. In merito al tema dovrebbe pertanto essere incoraggiato un dibattito aperto e rispettoso». La Ficp rappresenta 83 associazioni che si occupano di cure palliative, ovvero cure che mirano a fornire una risposta a bisogni fisici, psichici, sociali, spirituali ed esistenziali di persone con malattie inguaribili a prognosi infausta.
«C'è in Italia - ha chiarito Bastianello - un bisogno di cure palliative per circa 300.000 persone ogni anno, di cui solo il 40% ha una patologia oncologica e il 60% ha altre malattie inguaribili. Le stime ci dicono però che le ricevono solo il 30% dei malati oncologici», mentre per i non oncologici siamo quasi a zero. «Quindi - ha concluso a margine dell'audizione - complessivamente solo il 12% dei malati che necessita cure palliative le riceve». (ANSA)


Già sono tra di noi umani con il dna modificato

In Cina uno scienziato ha annunciato sul suo canale YouTube i primi casi di esseri umani geneticamente modificati. Si tratta di due gemelline cinesi, chiamate «Lulu» e «Nana», nate con DNA modificato mediante una nuova tecnologia, chiamata Crispr, per renderle resistenti al virus HIV dell'Aids. L'esperimento impone una seria riflessione di carattere etico e scientifico. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha preso una netta posizione: "L'editing genetico è un territorio sconosciuto e va preso molto sul serio. Creeremo linee guida chiare per le manipolazioni genetiche dopo aver preso in esame tutte le possibili conseguenze etiche, sociali e di sicurezza".


INQUINAMENTO: Mucche scoreggione

Tra una scoreggia e l'altra il 15% dell'inquinamento mondiale è causato dal metano che "sfugge" alle mucche durante la digestione. Mica un problema da poco se tenete conto che nel mondo ci sono circa 3 miliardi di animali tra bovini e ovini e che in un solo giorno ogni mucca produce dai 200 ai 300 litri di metano … fate un po' voi il conto che noi stiamo soffocando.
Per cercare di limitare il danno gli studiosi del progetto Greener Grazing della Australis Aquaculture of Greenfield, in Massachusetts, stanno pensando di introdurre nella loro dieta alcune alghe rosse Asparagopsis. Ne basta il 2% nel mangime e il ruminante digerisce che è una meraviglia.
Ora devono solo risolvere il problema dei rutti.
(Fonte: Ansa)


ABOLIZIONE DEL CONTAMTE: CONSIDERAZIONI

Abolizione contante, quella crociata ideologica che conviene solo a stato e banche

Che il problema non sia, quindi, la scarsa fedeltà dei contribuenti italiani lo comprova un altro dato: le entrate tributarie dal 1998 al 2017 sono aumentate del 56%, ovvero di quasi il 13% in termini reali. Dunque, gli italiani hanno continuato a pagare più tasse, ma il loro maggiore sacrificio è stato più che compensato dall'aumento della spesa pubblica. Come dire che lo stato - e non soltanto in Italia - più incassa e più tendere a spendere. E allora, la lotta all'evasione fiscale, pur sacrosanta, rischia di non risolvere il problema del debito pubblico crescente e della copertura di voci di spesa o tagli alle imposte percepite sempre più necessarie tra gli italiani. Se anche il Tesoro si ritrovasse per magia a incassare il doppio delle entrate, finirebbe per spendere ugualmente fino all'ultimo centesimo e magari a continuare a indebitarsi. La lista della spesa si allunga di anno in anno e nessun governo ha sinora segnalato di non riuscire a contenere le richieste pressanti dal basso. La lotta al contante è solo l'ultima speranza in mano allo stato per cercare di entrare in possesso di diverse decine di miliardi all'anno di maggiore gettito. State certi che se anche ci riuscisse, non basterà. Roma più incassa e più spende.

giuseppe.timpone@investireoggi.it


L'ITALIA CHE CI PIACE

Vimodrone, Milano, un operaio 53enne della Mattei Group che costruisce compressori rischiava di perdere il posto di lavoro per troppe assenze dovute alle cure per una forma di leucemia mieloide curata tramite un trapianto di midollo. Dopo un anno e mezzo di cure l'uomo non può ancora tornare a lavorare in fabbrica e ormai i giorni di malattia retribuita sono terminati e l'unica soluzione è l'aspettativa non retribuita.
E allora è scattata la gara di solidarietà e i colleghi della fabbrica hanno rinunciato a parte delle loro ferie per aiutare il compagno. Alla fine le ore regalate sono 911 per circa 110 giorni lavorativi.
Che se l'azienda non ha un'anima ce l'hanno i lavoratori.
(Fonte: Repubblica)


ANALFABETISMO ... DI RITORNO?

L'italiano agli italiani!La giunta del comune di Bariano, nella bassa bergamasca, ha deciso di finanziare un corso di lingua italiana per insegnarla agli italiani.
'Cinque ri-passi della grammatica', questo il titolo del corso per re-insegnare congiuntivi e a mettere le acca dove servono. In pochi giorni ci sono già 15 iscritti.
Anno capito che serviresserebbe imparare più meglio l'itagliano.
(Fonte: Repubblica)


Multa autovelox nulla su rettilineo: se non ci sono curve la macchina deve essere fermata

Multe autovelox su rettilineo: gli agenti devono fermare la macchina e contestare il verbale.

Giro di vita sulle multe autovelox facili spedite a casa senza fermare il veicolo. Una recente sentenza della Cassazione è intervenuta per ribadire l'obbligo degli agenti di spiegare nel verbale il motivo per cui la vettura non è stata fermata.
E' una pronuncia importante e dalla portata generale posto che molte multe autovelox vengono fatte proprio su rettilineo (strada secondaria extraurbana secondaria).
Multe autovelox rettilineo: su strada extraurbana secondaria la macchina va sempre fermata?
Prima di tutto inquadriamo bene il campo di applicazione del dispositivo: multe autovelox mobili su strade extraurbane secondarie. Per gli autovelox in città (che sono legittimi solo se presieduti dalla volante) è infatti pacifico che le macchine debbano essere fermate perché al conducente va data la possibilità di difendersi.
Per quanto riguarda i rilevatori di velocità su strade extraurbane secondarie, l'utilizzo in modalità automatica (ovvero senza l'intervento della polizia) è invece subordinato all'autorizzazione da parte del Prefetto il quale dovrà indicare la chilometrica esatta del tratto in cui è collocato l'apparecchio di controllo elettronico della velocità.
Leggi anche: Perché il ricorso per multe autovelox in autostrada è più facile che in città?
In caso di rettilineo fuori dal centro urbano, l'ordinanza prefettizia non è sufficiente ad autorizzare la contravvenzione per eccesso di velocità senza contestazione immediata. Non serve agli agenti obiettare che l'autovelox, per natura, di fatto misura la velocità dopo il passaggio dell'automobile. Trattandosi di rettilineo, insistono i giudici, non si spiega perché gli agenti, ben consapevoli del funzionamento dell'autovelox e dei suoi limiti in questo senso, non abbiano predisposto una seconda volante pochi metri più avanti per fermare il conducente multato (dandogli anche la possibilità di difendersi). Non essendoci curve o deviazioni è escluso che l'automobilista possa prendere una direzione diversa da quella che percorreva quando è stato multato. In questi casi quindi la multa è nulla.


La "sindrome del cuore spezzato" colpisce anche se muore cane.

Anche la perdita del proprio cane, e non solo quella di congiunti "umani", può provocare la "sindrome del cuore spezzato", un insieme di sintomi del tutto simili ad un attacco cardiaco. Lo ha dimostrato il caso di una donna texana descritto dal New England Journal of Medicine. La donna, di 62 anni, si è svegliata una mattina pochi giorni dopo la morte del proprio cane con un forte dolore al petto e altri sintomi che facevano pensare ad un infarto. Una volta arrivata al Texas Medical Center di Houston però gli esami hanno escluso che ci fosse un attacco cardiaco in corso, e i medici hanno formulato una diagnosi di "cardiomiopatia di Takotsubo", una sindrome talvolta mortale che appunto imita in tutto un infarto e che è scatenata solo nelle donne da eventi drammatici, come la morte del marito o di un figlio. «A scatenare l'evento è stata la morte del mio Yorksire Terrier, Meha - racconta Joanie Simpson, la paziente, al Washington Post -. Ero inconsolabile, mi ha veramente colpito molto». L'episodio conferma i risultati di diversi studi secondo cui il rapporto con il proprio animale domestico può diventare in tutto e per tutto simile a quello con un parente stretto. Secondo una ricerca pubblicata da poco su Veterinary Record, ad esempio, chi ha un cane o un gatto malato ha gli stessi segni di stress di chi deve accudire un congiunto. In Italia inoltre da poco è stata riconosciuto ad una lavoratrice il diritto di avere dei giorni di permesso retribuito a causa di un grave problema di salute del proprio cane. (ANSA)


PERICOLO: ATTENTI AI PICCIONI

Monza, 62enne in coma intossicata dal tallio: possibile avvelenamento da piccioni

Il metallo contenuto negli escrementi. Per medici e carabinieri potrebbe essere rimasta per troppo tempo nell'ambiente contaminato della casa di campagna dove era in vacanza. Avvelenati anche tutti i familiari che erano con lei, tra cui la sorella, ricoverata. Sarebbe stato un avvelenamento da "esposizione prolungata" al tallio, contenuto negli escrementi di piccione, quello di cui è rimasta vittima una 62 enne di Nova Milanese, in Brianza, ricoverata in coma all'ospedale di Desio insieme alla sorella di 58 anni. Le indagini avviate dai carabinieri di Desio su input della direzione sanitaria dell'ospedale avrebbero portato infatti alla casa vacanze della famiglia dove le due donne e altri familiari hanno trascorso un periodo di tempo prolungato.
Il fienile dell'abitazione di campagna sarebbe infestato infatti di piccioni, i cui escrementi contengono tallio, metallo presente anche nei topicidi. Le esalazioni, inalate per un tempo prolungato, potrebbero essere state la causa dell'avvelenamento della famiglia. Le due donne avrebbero iniziato ad accusare i primi sintomi di malessere domenica scorsa, e le loro condizioni si sono via via aggravate. Anche i loro familiari, sottoposti a indagini cliniche, sono risultati intossicati in modo più lieve.


 
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nereal.com . 04-11