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  INQUINAMENTO: Mucche scoreggione

Tra una scoreggia e l'altra il 15% dell'inquinamento mondiale è causato dal metano che "sfugge" alle mucche durante la digestione. Mica un problema da poco se tenete conto che nel mondo ci sono circa 3 miliardi di animali tra bovini e ovini e che in un solo giorno ogni mucca produce dai 200 ai 300 litri di metano … fate un po' voi il conto che noi stiamo soffocando.
Per cercare di limitare il danno gli studiosi del progetto Greener Grazing della Australis Aquaculture of Greenfield, in Massachusetts, stanno pensando di introdurre nella loro dieta alcune alghe rosse Asparagopsis. Ne basta il 2% nel mangime e il ruminante digerisce che è una meraviglia.
Ora devono solo risolvere il problema dei rutti.
(Fonte: Ansa)


Si ferma per mangiare una mela senza pagare il parcheggio: multato

Spuntino piuttosto caro per un automobilista argoviese: si era persino preoccupato di non guidare mangiando
AARAU - È costata cara a un automobilista argoviese una mela mangiata in macchina durante una breve pausa. Fermatosi per consumare il suo veloce spuntino seduto al volante, l'uomo è stato infatti multato per non aver pagato il parcheggio.
Sempre in giro in auto per lavoro, C.K., 40 anni, martedì è passato da un Denner a comprare una mela e, intorno alle 13.30, si è fermato su un posteggio con parchimetro nei pressi del centro di Aarau per gustarsela. Sapeva, infatti, che non è il caso di mangiare mentre si guida.
L'ausiliaria incaricata di controllare il parcheggio, però, gli ha comunque trovato una colpa: K. non aveva pagato la sosta.
«Non ho lasciato lì la macchina e c'erano ancora diversi posteggi liberi», si giustifica l'uomo parlando con l'Aargauer Zeitung. Alla sua accusatrice ha provato a spiegare che si trattava di una fermata e non di una sosta, ma invano, e l'ha invitata a mostrargli gli articoli di legge che prevedevano che anche una breve fermata fosse a pagamento.
A indicare tale norma allo sfortunato automobilista, però, sono stati due poliziotti giunti al parcheggio su chiamata dell'ausiliaria. K. doveva pagare 40 franchi di multa: a meno che non si tratti di una fermata per far scendere o salire qualcuno si parla già di sosta. Quindi da pagare. Scusatosi per la sua ignoranza della norma, l'uomo si è appellato alla magnanimità di ausiliaria e poliziotti, ma senza successo: la sanzione non è stata ritirata.


Abolizione bollo auto storiche

di Alessandra De Angelis
Non si è fermata neanche in estate la battaglia di "Tutela Patrimonio Motoristico" per l'abolizione del bollo sulle auto storiche. Dopo l'applicazione della tassa sulle auto storiche di età compresa dai 20 e i 29 anni, l'associazione aveva lanciato l'allarme in relazione agli impatti sul patrimonio motoristico italiano. Molti proprietari infatti hanno deciso di demolire l'auto d'epoca o di venderla all'estero per non dover pagare il bollo auto.
Cancellazione bollo auto storiche: petizione e altre iniziative in programma
Le cose ora si stanno muovendo: Carlo Negri di "Tutela Patrimonio Motoristico" , come ha segnalato motori news, sta portando avanti da mesi alcune iniziative volte a riportare l'attenzione sull'esigenza di cancellare il bollo auto storiche. Sul web è riportato il testo di una lettera indirizzata al premier Conte per conoscere la posizione del nuovo governo in merito a questa spinosa questione. Nel frattempo, a giugno scorso, a Pescara è stata costituita l'associazione "Motore Italia".
Lo strumento più forte al momento è rappresentato dalla petizione per chiedere l'abolizione del bollo auto sulle auto storiche con un'età compresa tra i 20 e i 29 anni.
L'iniziativa è partita dal Veneto ma sta assumendo rilevanza nazionale e sono state organizzate raccolte firme in diverse città italiane con raduni auto storiche. Non è escluso che proprio nel mese di settembre gli appassionati sostenitori di questa campagna organizzino una manifestazione pacifica a bordo dei veicoli d'epoca per protestare contro l'imposizione del bollo auto.


ZURIGO. Sale sul bus in anticipo: prima la multa, ora la solidarietà

Ad una 92enne è stata inflitta una contravvenzione di 100 franchi che alcuni lettori si sono offerti di pagare. Si trovava sul mezzo 4 minuti prima rispetto alla validità del suo abbonamento.
«Mi sarei aspettata che mi venissero incontro». Con queste parole si era espressa la 92enne multata lo scorso 7 agosto a Winterthur per essere salita a bordo di un bus in anticipo di 4 minuti rispetto all'orario di validità del suo abbonamento (che le permetteva di viaggiare a partire dalle 9 del mattino).
La vicenda non ha lasciato indifferente la Rete, come dimostrano le oltre 13'800 persone che hanno partecipato al sondaggio di 20Minuten, schierandosi a larghissima maggioranza (93%) a favore della posizione dell'anziana, convinti quindi che il controllore avrebbe potuto chiudere un occhio.
L'aspetto umano «in secondo piano» - E tra questi non è mancato chi si è proposto di pagare di propria tasca i 100 franchi della multa. «La signora ha fatto un errore, ma non apposta. Multarla non era necessario», ha commentato un lettore, dispiaciuto della poca considerazione riservata oggi all'aspetto umano. E non si tratta di un discorso legato all'età, prosegue il 38enne, confermando che avrebbe pagato volentieri anche se si fosse trattato di una persona giovane.
Il suo gesto non è stato l'unico. Un altro lettore si è infatti proposto per dare una mano, e l'anziana signora si è detta felicemente sorpresa per la grande solidarietà: «Non pensavo che un articolo potesse muovere le cose in questo modo», ha dichiarato la donna, spiegando di aver voluto raccontare la propria esperienza solo per una questione di principio. La multa, infatti, la 92enne l'ha già pagata di tasca propria.


BANGLADESH Niente benzina a chi non porta il casco

La polizia ha diramato nuove regole per l'uso dei mezzi a motore a due ruote nella caotica città di Dhaka
Vietato rifornire di benzina i motociclisti che si presentano senza casco, anche se si tratta del passeggero. È questa la nuova direttiva diramata alle stazioni di servizio della città di Dhaka.
Il Bangladesh è tristemente noto per il caos e la pericolosità delle sue strade, sulle quali muoiono 12.000 persone all'anno. La circolazione stradale è completamente allo sbando soprattutto nella capitale. La polizia ha così deciso di intervenire. Fra le nuove regole anche una norma sul numero massimo di persone che possono salire sul mezzo: due.
Per tutto il paese sono state inasprite le leggi sui trasporti, che prevedono ora, in casi estremi, anche la pena di morte.


Milano, aumentano le multe a chi usa il telefonino mentre guida: 400 al mese

A Milano sono aumentate le multe a chi utilizza il telefonino mentre guida per inviare messaggi o effettuare telefonate. Da marzo, quando sono entrati in servizio agenti motociclisti in borghese della polizia locale, sono circa 400 al mese. I trasgressori rischiano oltre 160 euro di sanzione oltre a 5 punti della patente: ma se sono recidivi rischiano la sospensione.

di Francesco Loiacono

Milano è la città "imbruttita" dove il business e il lavoro non si fermano mai. Nemmeno alla guida. E il luogo comune che alimenta molte gag e battute sul capoluogo lombardo sembra essere confermato dal numero di multe elevate a chi utilizza il telefonino anche mentre guida, per effettuare telefonate o inviare messaggi tramite sms o via chat. A riportare la cifra è il "Corriere della sera", in un articolo in cui si spiega come il numero di contravvenzioni per questo motivo sia in aumento: da marzo di quest'anno sono circa 400 al mese. Marzo non è un mese scelto a caso: proprio allora è infatti partito un servizio speciale della polizia locale milanese, che tramite quattro agenti motociclisti in borghese su due moto setaccia le strade del capoluogo dalle 7 alle 20, tutti i giorni. Il risultato è che, rispetto alle 2.700 multe elevate lo scorso anno, nel primo semestre di quest'anno sono già stati staccati 1.725 verbali. Gli automobilisti multati - ma il malcostume riguarda anche motociclisti e perfino ciclisti - devono pagare 161 euro e "sacrificare" cinque punti della loro patente. Ma se sono recidivi nell'arco di un biennio rischiano la sospensione da uno a tre mesi della loro licenza di guida.
Sono tante e anche in alcuni casi comiche le scuse utilizzate da chi viene pizzicato a utilizzare lo smartphone alla guida: in genere i trasgressori cercano di farla franca gettando il più rapidamente possibile il cellulare nell'abitacolo dell'auto. Non c'è però niente da ridere: secondo quanto affermano l'Anas e la polizia stradale, guidare mentre si utilizza il cellulare comporta un rischio simile a quello di mettersi al volante ubriachi. Il consiglio per chi non riesce proprio a fare a meno del cellulare mentre guida è dunque quello di utilizzare il vivavoce o l'auricolare: uno solo, come prevede il Codice della strada.


ABOLIZIONE DEL CONTAMTE: CONSIDERAZIONI

Abolizione contante, quella crociata ideologica che conviene solo a stato e banche

Che il problema non sia, quindi, la scarsa fedeltà dei contribuenti italiani lo comprova un altro dato: le entrate tributarie dal 1998 al 2017 sono aumentate del 56%, ovvero di quasi il 13% in termini reali. Dunque, gli italiani hanno continuato a pagare più tasse, ma il loro maggiore sacrificio è stato più che compensato dall'aumento della spesa pubblica. Come dire che lo stato - e non soltanto in Italia - più incassa e più tendere a spendere. E allora, la lotta all'evasione fiscale, pur sacrosanta, rischia di non risolvere il problema del debito pubblico crescente e della copertura di voci di spesa o tagli alle imposte percepite sempre più necessarie tra gli italiani. Se anche il Tesoro si ritrovasse per magia a incassare il doppio delle entrate, finirebbe per spendere ugualmente fino all'ultimo centesimo e magari a continuare a indebitarsi. La lista della spesa si allunga di anno in anno e nessun governo ha sinora segnalato di non riuscire a contenere le richieste pressanti dal basso. La lotta al contante è solo l'ultima speranza in mano allo stato per cercare di entrare in possesso di diverse decine di miliardi all'anno di maggiore gettito. State certi che se anche ci riuscisse, non basterà. Roma più incassa e più spende.

giuseppe.timpone@investireoggi.it


L'ITALIA CHE CI PIACE

Vimodrone, Milano, un operaio 53enne della Mattei Group che costruisce compressori rischiava di perdere il posto di lavoro per troppe assenze dovute alle cure per una forma di leucemia mieloide curata tramite un trapianto di midollo. Dopo un anno e mezzo di cure l'uomo non può ancora tornare a lavorare in fabbrica e ormai i giorni di malattia retribuita sono terminati e l'unica soluzione è l'aspettativa non retribuita.
E allora è scattata la gara di solidarietà e i colleghi della fabbrica hanno rinunciato a parte delle loro ferie per aiutare il compagno. Alla fine le ore regalate sono 911 per circa 110 giorni lavorativi.
Che se l'azienda non ha un'anima ce l'hanno i lavoratori.
(Fonte: Repubblica)


DALLA SCOZIA L'AUTO CHE VA A WHISKY

"Andare a tutta birra"? Un concetto ormai superato!

Di Claudia Faverio

Non poteva arrivare che dalla Scozia, patria della distillazione, l'auto che va a whisky!
Dalla collaborazione tra la Celtic Renewables, società spin-off dell'Università di Edimburgo Napier, e la Tullibardine Distillery, distilleria del Perthshire, nasce la "benzina alcolica": e così il futuro dei carburanti sembra trovare oggi le sue radici nel biofuel realizzato con gli scarti di produzione del distillato in questione. Un'idea innovativa, ecologica e dai risultati incoraggianti.
Dopo due anni di esperimenti, i ricercatori della Napier University di Edimburgo sono riusciti a realizzare questo nuovo tipo di biocarburante, chiamato biobutanolo, ottenuto direttamente dagli scarti della produzione del whisky. Un composto che nasce dalle sostanze che si depositano sul fondo delle vasche usate per l'invecchiamento del whisky e dagli scarti del grano che viene fatto fermentare per la sua produzione.
Un'invenzione 100% green e con ottime prospettive di sviluppo tanto che, per mettere a punto un impianto pilota, ha ricevuto da parte del governo scozzese un finanziamento di 9 milioni di sterline (circa 10 milioni di euro) finalizzato alla realizzazione, entro il 2019, della prima pompa di biofuel a Grangemouth, una cittadina a 40 chilometri di distanza da Edimburgo.
Non si parla solo di vantaggi di tipo ambientale ed economico: è stato provato infatti che il biobutanolo ha un rendimento superiore del 30% rispetto all'etanolo utilizzato per alimentare le automobili. Inoltre, a rendere il progetto ancora più interessante, vi è l'affermazione, da parte dei ricercatori scozzesi, che non è necessario apporre modifiche al motore delle normali automobili, ma che il nuovo carburante è perfettamente compatibile con i motori a diesel e benzina che lo bevono senza alcun problema.
Infine, stando ai calcoli, solo in Scozia il mercato del whisky renderebbe possibile produrre annualmente oltre 50 milioni di litri del nuovo biocarburante, cosa che, secondo gli scienziati coinvolti, favorirebbe lo sviluppo di un nuovo settore economico per la Scozia, con un indotto stimato intorno alle 100 milioni di sterline.
Aspettando gli sviluppi, brindiamo (con un buon bicchiere di whisky) a questa notizia!


UNO SPOT DI SUCCESSO

Il governo svedese aveva mandato in onda uno spot che incoraggiava le coppie a fare più sesso e di conseguenza mettere al mondo più figli.
Sono passati nove mesi e pare che la campagna stia dando i suoi frutti: quest'estate si prevede che nasceranno 1200 bambini in più rispetto all'anno scorso.
Un baby boom svedese e sono già tutti assemblati!
(Fonte: La Stampa)


EQUIVALENZA TERAPEUTICA: I MEDICI DICONO NO!

Equivalenza terapeutica: i medici dicono no

A contestare la delibera Aifa sull'equivalenza terapeutica sono, adesso, anche i radiologi. Prima era stata la volta di Fimmg (Federazione italiana medici di Medicina generale) e Snami (Sindacato nazionale medici italiani), importanti sindacati medici.
In una nota, Carmelo Privitera, presidente della Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) sottolinea come "Una volta affermata l'equivalenza, le Regioni potranno bandire gare con aggiudicazione a unico fornitore, lasciando la discrezionalità al medico solo in limitatissimi casi. In diagnostica per immagini, questo è lesivo nei confronti del paziente che avrà iniettato il mezzo di contrasto disponibile e non quello deciso in piena autonomia e responsabilità giuridica dal medico Radiologo".
Privitera segue alle dichiarazioni dei giorni scorsi di Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg: "C'è il rischio - aveva detto - di iniziare a guardare al sistema salute portando avanti ragionamenti puramente economici, coprendoli peraltro con una presunta veste scientifica, del tutto discutibile. Su questi temi sarebbe il caso di aprire una consultazione pubblica prima di addivenire ad una decisione che tenga conto del parere degli addetti ai lavori, delle associazioni dei pazienti e dei cittadini".
Contrario anche Angelo Testa, presidente Snami: "Ribadiamo un no convinto dello Snami a questo genere di percorsi perché non esiste equivalenza terapeutica certa per medicinali contenenti principi attivi diversi, ma solo caratteristiche similari".


ANALFABETISMO ... DI RITORNO?

L'italiano agli italiani!La giunta del comune di Bariano, nella bassa bergamasca, ha deciso di finanziare un corso di lingua italiana per insegnarla agli italiani.
'Cinque ri-passi della grammatica', questo il titolo del corso per re-insegnare congiuntivi e a mettere le acca dove servono. In pochi giorni ci sono già 15 iscritti.
Anno capito che serviresserebbe imparare più meglio l'itagliano.
(Fonte: Repubblica)


Governo a un bivio tra rilancio e smantellamento Ssn

Rapporto Gimbe: governo a un bivio tra rilancio e smantellamento Ssn

06/06/2018 09:17:09

Definanziamento progressivo, troppe prestazioni nei nuovi Lea, sprechi e inefficienze, espansione dell''intermediazione assicurativa rappresentano una miscela letale per la sanità pubblica. A fronte di questa situazione, il nuovo governo si trova di fronte a "un bivio: rilanciare o smantellare il Ssn?". A fare il punto sullo stato di salute del Servizio sanitario nazionale è la Fondazione Gimbe con il terzo Rapporto sulla sostenibilità del Ssn, presentato ieri nella Sala capitolare del Senato a Roma.
I dati, soprattutto quelli sulla spesa e sul definanziamento del sistema, non lasciano ben sperare. "Ribadiamo che non esiste alcun disegno occulto di smantellamento e privatizzazione del Servizio sanitario nazionale, ma continua a mancare un piano preciso di salvataggio - sottolinea il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta - Nella consapevolezza che la sanità rappresenta sia un considerevole capitolo di spesa pubblica da ottimizzare, sia una leva di sviluppo economico da sostenere, il Rapporto valuta con una prospettiva di medio termine il tema della sostenibilità del Ssn, ripartendo dal suo obiettivo primario: promuovere, mantenere e recuperare la salute delle persone". Ammontano a oltre 21 miliardi di euro le risorse per la sanità ''bruciate'' in sprechi, inefficienze e frodi nel 2017. Per il definanziamento, nel periodo 2013-2018, a fronte di quasi 7 miliardi di euro di aumento nominale ne sono ''sopravvissuti'' meno di 6 mld. E negli anni 2015-2018 l''attuazione degli obiettivi di finanza pubblica ha sottratto, rispetto ai livelli programmati, 12,11 miliardi di euro.
Diverse criticità si rilevano nel capitolo Lea. Per Cartabellotta, "è indispensabile rivalutare complessivamente tutte le prestazioni inserite nei Lea per attuare un ''consistente sfoltimento'' e mettere fine all''inaccettabile paradosso per cui in Italia convivono il ''paniere Lea'' più ricco (sulla carta) e un finanziamento pubblico tra i più bassi d''Europa". In questo quadro, infine, si è progressivamente rafforzato il ''secondo pilastro'', la sanità integrativa. "Le crepe di una normativa frammentata e incompleta hanno permesso alla sanità integrativa di diventare sostitutiva, lasciando insinuarsi una raffinata strategia di marketing alimentata da catastrofici, ma inverosimili, risultati sulla rinuncia alle cure


Carte d'identità elettroniche: 350mila chip difettosi e gravi disagi

Carte d'identità elettroniche: 350mila chip difettosi e gravi disagi. Inaccettabili gli errori macroscopici commessi e le omissioni, chiediamo immediate garanzie per i cittadini.
di Patrizia Del Pidio, pubblicato il 21 Maggio 2018 alle ore 16:29

E' un pasticcio che dimostra tutta la farraginosità della nostra Pubblica Amministrazione e che potrebbe avere conseguenze gravi, quello che sta emergendo proprio in queste ore relativamente alle carte di identità elettroniche. Alle procedure caotiche, ai blocchi informatici e ai tempi di attesa biblici che si registrano nella maggior parte dei Comuni italiani che le stanno realizzando, si aggiungono ora centinaia di migliaia di carte difettose.
A causa di un errore del Poligrafico dello Stato circa 350mila cittadini sono in possesso di altrettanti documenti con chip illeggibili, sui quali non sono stati effettuati i necessari test preliminari. Una svista, se così si può chiamare, a dir poco macroscopica e di cui è facile immaginare le possibili ripercussioni, soprattutto per chi viaggia, a maggior ragione a ridosso della stagione estiva.
In accordo con le amministrazioni coinvolte, verranno elaborate le liste delle carte difettose, che potranno comunque essere utilizzate: ciò dovrebbe evitare che i cittadini riscontrino problemi per recarsi all'estero tuttavia, come dimostra questa stessa vicenda, tra la teoria e la pratica la differenza è notevole e al momento non sembrano esserci garanzie concrete. Al riguardo c'è il rischio concreto di aggiungere un ulteriore elemento di confusione ad un quadro già intricato: in sostanza, la toppa potrebbe rivelarsi peggiore dello strappo. Sono inoltre inadeguate le tempistiche stimate per le sostituzioni, che avverranno nei prossimi 12 mesi.
Oltre ai disagi per i cittadini, occorre inoltre considerare i costi per la Pubblica Amministrazione, poiché un errore di questo tipo rappresenta anche un grave danno erariale. A tale proposito, visto che sono state smentite le stime pubblicate dai media, sarebbe corretto e trasparente comunicare ufficialmente quali saranno i costi delle operazioni di sostituzione.
Come se non bastasse, poi, sembra essersi verificato un gravissimo insabbiamento della notizia: stando a quanto si apprende, il problema è emerso già tre mesi fa ma nessuno si è degnato di darne notizia all'opinione pubblica.
E' evidente che si tratta di una situazione inaccettabile, sia per gli errori commessi che per le pesanti omissioni, e come Federconsumatori chiediamo immediate garanzie e risposte certe per i cittadini.
Ufficio Stampa
Federconsumatori Nazionale


Prezzi benzina folli: da noi i costi più alti al mondo

Prezzi benzina folli: da noi i costi più alti al mondo, ecco perché
Se il prezzo della benzina da noi è così alto, fondamentalmente è (quasi) tutta colpa delle tasse, che incidono per il 64%.
di Chiara Lanari, pubblicato il 21 Maggio 2018 alle ore 11:46

Olanda e Paesi scandinavi sono gli unici a batterci nella classifica delle nazioni dove la benzina costa di più. I primi però non fanno testo, in quanto il loro potere d'acquisto è notevolmente più alto rispetto a quello degli italiani. Quindi è giusto affermare che l'Italia è il Paese dove la benzina è la più cara al mondo. Per essere precisi, siamo in terza posizione, alle spalle di Olanda e Danimarca. Se prendiamo come punto di riferimento il gasolio invece, scaliamo una posizione fino a posizionarci immediatamente alle spalle della Svezia. Le stime sono inserite all'interno di un recente report del Corriere della Sera, che si è basato sul rapporto del Ministero dello Sviluppo Economico datato allo scorso 14 maggio.
Perché la benzina è così cara
Se il prezzo della benzina da noi è così alto, fondamentalmente è (quasi) tutta colpa delle tasse, che incidono per il 64 per cento sul costo della verde, il 60 per cento su quello del diesel. Percentuali elevatissime, che se raffrontate con altri Paesi europei fanno capire quanto sia la differenza tra noi e il resto d'Europa e del mondo. L'esempio arriva dagli Stati Uniti, dove l'imposta statale sulla benzina corrisponde al 18 per cento totale del prezzo alla stazione di servizio.
In Italia si spende di più
In termini prettamente numerici, la tassa fissa in Italia sulla benzina corrisponde a 0,728 euro ogni litro. Quella sul diesel, invece, a 0,61740 euro. Facile fare i conti su quanto realmente valga un litro di benzina se vengono escluse le imposte. Oggi, arriveremo a spendere circa 0,9 al litro per la benzina e 0,8 euro per ogni litro di gasolio. Prezzi che probabilmente continueremo a sognare per tanto tempo. Secondo le stime fatte, tagliare anche solo di un quarto l'imposta fissa sulla benzina costerebbe qualcosa come 6 miliardi di euro. A questo proposito, si segnala il possibile intervento del nuovo governo M5S-Lega Nord, come stabilito dal programma. Nel frattempo i prezzi del carburante salgono sempre di più, tanto che era intervenuto anche il Codacons per sottolineare come i rincari folli della benzina andrebbero a colpire anche i consumi degli italiani, parliamo di bollette luce e gas in questo caso, i costanti aumenti che potrebbero proseguire per tutta l'estate infatti, potrebbero determinare anche aumenti nei listini prezzi della spesa. Insomma, un futuro prossimo non proprio roseo per la benzina e le tasche degli italiani.


Malesia, arrivano le macchinette gialle: oro in cambio di plastica da riciclare

La macchinetta per il riciclo dei materiali che restituisce oro al posto di bottiglie in plastica e lattine (Kuala Lumpur, Malesia)
Entro l'anno ne verranno installate 500. Pochi grammi d'oro in cambio di ogni bottiglia recuperata. "Così puntiamo ad alzare i tassi di riciclo"

di Giacomo Talignani

ORO in cambio di plastica da riciclare. Sembra uno scherzo ma è realtà: è la soluzione pensata in Asia per cercare di arginare il problema della plastica e i bassi tassi di riciclo. In Malesia infatti, a cominciare da Kuala Lumpur, sono già operative alcune macchine speciali realizzati dalla collaborazione fra il gruppo Klean e HelloGold che permettono di ricevere "pepite d'oro" in cambio di bottiglie e contenitori di plastica (e di alluminio) da riutilizzare.
Si stima che soltanto il 15% dei malesi sia realmente attivo nel riciclo e per questo, l'idea di ricompensarli con un "bene sicuro" e molto apprezzato fra gli asiatici, ha convinto anche il governo della potenzialità dell'iniziativa. La speranza è quella in breve tempo di alzare il tasso a 17,5% e anche per questo, tra luglio e fine anno, fra Kuala Lampur e le altre città del paese verranno distribuite 500 macchinette raccoglitrici. L'offerta consisterà in 0,00059 grammi di oro per ogni bottiglia di plastica riciclata.
Ma come funzionano le macchine gialle? Per ogni bottiglia di plastica, contenitori e lattine di alluminio inserito generano del credito virtuale registrato su una tessera personale. Una volta accumulato un credito sufficiente si potranno riscattare piccole quantità di oro. Il metallo prezioso destinato all'operazione al momento conservato in un caveau a Singapore e potrà essere riscattato sotto forma di lingotti e monete.
Ad oggi alcuni distributori sono già in funzione negli hotspot di Kuala Lampur a Klang Valley e i promotori dell'iniziativa si dicono certi del successo in termini di aumento di riciclo. Inoltre ogni singolo cittadino potrà controllare il suo portafoglio virtuale, "gonfiato" grazie al numero di bottiglie recuperate, attraverso una app dedicata al suo "investimento oro".
"Diversamente dai contanti, l'oro è una forma desiderabile di risparmio nei mercati emergenti come il sud-est asiatico. Rendendo l'accesso all'oro semplice ed economico, crediamo che i clienti saranno incentivati a riciclare" ha commentato il ceo di HelloGold Robin Lee. Anche per Nick Boden, amministratore della azienda di distributori Klean, l'idea potrebbe rivoluzionare il riciclo in Asia: "E non solo, stiamo già pensando di esportarla anche in Sud Africa".
* da Repubblica


Allarme revisioni, 13 milioni di italiani sono fuorilegge

Fa meno notizia dell'auto senza pilota che chissà quando mai arriverà visti gli ultimi incidenti, ma il fatto che 13 milioni di veicoli in Italia non sono in regola con la revisione resta comunque un dato oggettivamente allarmante.
È questo infatti il risultato di un'analisi svolta ad ottobre 2017 di Facile.it. Un'analisi che fotografa in modo impietoso il parco circolante italiano, uno dei più vecchi d'Europa (circa 10 anni l'età media) e a questo punto anche uno dei più pericolosi. Se si restringe il conteggio alle sole vetture private sono ben 7,4 milioni quelle fuori regola, equivalenti al 19,50% del totale, in pratica una su cinque. Insomma, il pericolo corre sul filo perché potrebbe trattarsi di vetture con ogni genere di problema meccanico. Partendo da dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il portale ha potuto tracciare anche una mappa delle aree in cui il fenomeno delle auto non revisionate è più forte. Il primato indiscusso spetta alla Campania sia in termini assoluti (1.869.504) che in proporzione al totale parco circolante con un inquietante 40,72% di mezzi che, in base alla norma, non potrebbero circolare. Continuando a scorrere la classifica, si trovano, per totale veicoli non revisionati, il Lazio (1.672.195) e la Lombardia (1.661.244). Riducendo l'analisi alle sole auto private purtroppo la situazione non migliora di molto; al 31 ottobre 2017, su un totale di oltre 38.000.000 di vetture, quelle non in regola con la revisione erano ben 7.443.888. Forse non tutti sanno che se l'auto non è in regola, in caso di incidente, la compagnia ha il diritto di rivalersi sull'assicurato.
O forse lo sanno benissimo visto che, in Italia, sono ben 4 milioni le auto che l'assicurazione nemmeno ce l'hanno. Buona fortuna
di VALERIO BERRUTI


Giappone, gli anziani che si fanno arrestare perché si sentono soli

La carcerazione volontaria nel Paese sta crescendo, al punto da preoccupare anche il governo. Nella nazione più vecchia del mondo, un detenuto su cinque ha più di 65 anni e le carceri faticano a ospitarli. "Mi piace di più la vita in prigione. Ci sono sempre delle persone intorno", dice una signora 80enne.

PECHINO - "Quando sono uscita la seconda volta mi sono promessa di non cascarci più. Ma poi là fuori sentivo troppa nostalgia". Così N. è entrata in un negozio e lo ha fatto di nuovo. Ha rubato un ventaglio, il terzo taccheggio della sua vita, una recidiva che le è costata una condanna a tre anni. Costata, o forse valsa: "Mi piace di più la vita in prigione. Ci sono sempre delle persone intorno, non mi sento sola qui", racconta a Bloomberg questa signora 80enne. Già, anche con un marito, due figli e sei nipoti, in Giappone gli anziani possono sentirsi tremendamente soli. Specie le donne, spesso recluse in casa da una società tra le più maschiliste al mondo. Per questo per molte di loro la prigione è una necessità, se non addirittura una scelta. La carcerazione volontaria nel Paese sta crescendo, al punto da preoccupare anche il governo. Nella nazione più vecchia del mondo, un detenuto su cinque ha più di 65 anni. E per molti di loro, nove su dieci nel caso delle donne, i reati sono minori, soprattutto piccoli furtarelli nei negozi. "Mio marito è morto lo scorso anno", racconta una detenuta. "Non avevamo figli ed ero sola. Ho visto un pacco di carne al supermercato e lo volevo, ma pensavo che sarebbe stato un fardello economico. Così l'ho preso". Il risultato è che le carceri ora faticano a ospitare tanti anziani. Il costo delle spese mediche nei penitenziari è salito dell'80% negli ultimi dieci anni. Di giorno molti detenuti senior ricevono assistenza da parte di personale specializzato, ma di notte sono i secondini che devono occuparsi di tutto.
Il governo ora assicura ai recidivi dai capelli bianchi una forma di assistenza pubblica. E indagando sul fenomeno, ha scoperto che il 40% di loro viveva da solo prima di commettere un reato. Una condizione sempre più frequente in Giappone, dove il tradizionale welfare familiare si sta velocemente sgretolando e quello statale fatica a tenere il passo. Provocando sofferenze economiche, ma anche sentimentali. "Mio marito ha avuto un ictus sei anni fa, e da quel momento è paralizzato a letto", racconta a Bloomberg T., 80 anni e due figli, ora alla quarta condanna tutte per furtarelli. "Era durissima prendersi cura di lui, non potevo parlarne con nessuno perché me ne vergognavo. Quando ho rubato avevo soldi in tasca, ma non volevo tornare a casa e chiedere aiuto in prigione era l'unico modo".
In questa reclusione pubblica questi anziani ritrovano, con le compagne di cella ma anche con il personale delle prigioni, delle relazioni umane che nella reclusione domestica avevano perso. "Non posso dire quanto mi piaccia lavorare nel laboratorio della prigione", racconta N., 79 anni. "L'altro giorno mi hanno fatto i complimenti per la mia efficienza e ho capito la gioia del lavoro. Mi dispiace di non aver mai lavorato. La mia vita sarebbe stata differente".
Filippo Santelli


Finire sul lastrico (in Italia) per un tumore

La cosiddetta "tossicità economica" del cancro negli Stati Uniti è un fenomeno ben noto : una recente ricerca conferma che i malati di tumore sono più a rischio di dichiarare bancarotta rispetto al resto della popolazione. Non solo perché negli Usa non esiste un sistema sanitario come il nostro, che garantisce le cure gratis, ma anche a causa di tante altre spese che pazienti e familiari devono affrontare: gli spostamenti per andare in ospedale, le cure domiciliari o le terapie di riabilitazione, etc. In Italia, grazie al Ssn i costi delle cure sono coperti. Ma chi ha un tumore deve comunque affrontare una serie di spese, anche molto rilevanti, che si accompagnano a una riduzione delle entrate per il calo della produttività e le ricadute sul lavoro. Tra le "spese extra" si possono annoverare i giorni di lavoro saltati, il lavoro perduto o lo stipendio ridotto, i viaggi legati al "turismo sanitario", la spesa per visite ed esami, il costo dei medicinali per curare gli effetti collaterali, il supporto psicologico, la fisioterapia, l'assistenza di badanti o infermieri.
Corriere della Sera, 11/03/2018


Con smartphone e tablet i Millenials diventano gobbi

I dispositivi elettronici stanno trasformando i Millenials in una generazione di gobbi. A lanciare l'allarme sul New York Post sono alcuni esperti in chiropratica, disciplina olistica molto diffusa negli Usa che si concentra sul trattamento delle cause dei problemi fisici piuttosto che sui sintomi.
Uno dei 'nemici' da combattere in questo caso è il cosiddetto 'tech neck' (letteralmente collo da tecnologia): si tiene la testa piegata in avanti a lungo, perché concentrati su smartphone e tablet. È una condizione dolorosa, sempre più comune, che porta il collo a perdere la sua curvatura naturale - e provoca uno squilibrio fisiologico nella parte superiore del corpo. Precedentemente osservato durante la mezza età ad esempio su dentisti che si sporgono verso i pazienti, il problema si sta ora materializzando nelle giovani generazioni.
«Adesso, i ventenni hanno la salute della spina dorsale di una persona di 30 o di 40 anni. È un'epidemia», spiega il chiropratico Christian Kang. Quando la postura peggiora, avvertono gli esperti, i muscoli della parte superiore della schiena si allungano, mentre quelli nella parte anteriore del corpo si indeboliscono e il collo si spinge in avanti, il che può far sentire la testa almeno quattro chili e mezzo più pesante.
Ciò ha un impatto sulla respirazione e può averlo persino sui livelli di ansia. Secondo lo specialista Vito Minervini, le giovani donne sono particolarmente sensibili a questa condizione perché hanno una bassa densità muscolare nella parte superiore del corpo. Negare di avere un problema non aiuta: meglio intervenire, facendo pause in piedi, esercizi con il foam roller o lo yoga. Gli esperti consigliano inoltre di tenere i dispositivi aiutandosi con i gomiti a 180 gradi perché lo schermo sia davanti ai volti.
(ANSA)


Il Disertore: gli italiani bevono acqua minerale perché si paga

Secondo l'Istituto Superiore della Sanità il 99% degli italiani ha accesso all'acqua potabile. Eppure siamo il terzo Paese al mondo nel consumo di acque minerali. Perché?
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Le notizie sono due. Gli italiani non bevono acqua (in realtà nemmeno alcool, soprattutto se guardiamo al resto d'Europa). E quel poco di acqua che bevono, la comprano in bottiglie di plastica. L'Italia è il primo in Europa e terzo Paese al mondo per consumo di acqua minerale. Primo è il Messico, seconda è la Thailandia. Gli italiani bevono 196 litri di acqua minerale a testa. Che diviso per 365 giorni, fa circa mezzo litro d'acqua minerale al giorno. Ben lontano dai canonici due litri di cui ascoltiamo ogni qual volta abbiamo un problema fisico.
Ma perché compriamo l'acqua in bottiglia anziché utilizzare quel che sgorga naturalmente e più o meno gratuitamente dai nostri rubinetti? Non ovunque l'acqua è gratis ma di certo è la bolletta meno cara rispetto a gas ed energia elettrica. E probabilmente è proprio questa una delle possibili spiegazioni. Ciò che è gratuito, o comunque economico, per noi equivale a qualcosa di poco affidabile. E in più, l'acqua viene considerata pubblica (anche quando è gestita da privati). La nostra diffidenza nei confronti del pubblico è talmente radicata che non prendiamo in considerazione che l'acqua del rubinetto possa essere buona. Così come, invece, diamo per assodato che l'acqua minerale che paghiamo - e fatichiamo per portare a casa, quelle maniglie che segano le mani sono praticamente uno strumento di tortura - sia salubre. A prescindere, come direbbe Totò.
L'acqua minerale dobbiamo scartarla dalla confezione, ha un tappo, e si paga. Quindi è buona. Quella che esce dai rubinetti delle nostre case è fin troppo accessibile per avere tutto in regola. Nella leadership europea di consumo d'acqua minerale c'è la storia del popolo italiano.

Massimiliano Gallo


Perito (SA) - Finanzieri sequestrano officina meccanica abusiva

Era completamente sconosciuta al Fisco
I finanzieri della Tenenza di Vallo della Lucania hanno individuato un'officina meccanica abusiva operante a Perito (SA). Il gestore dell'attività, oltre a non essere titolare di partita IVA, esercitava da anni la professione in assenza dei previsti titoli autorizzativi, all'interno di un capannone agricolo.
Al fine di interrompere la situazione di illegalità, i militari hanno proceduto al sequestro delle attrezzature e delle strumentazioni rinvenute all'interno dei locali e hanno avviato l'approfondimento della posizione fiscale del meccanico abusivo per ricostruire il giro d'affari sfuggito a tassazione.
Sono inoltre in corso accertamenti per valutare l'impatto ambientale derivante dall'attività svolta e dallo stoccaggio dei relativi residui di lavorazione, per anni accantonati nell'area antistante il capannone.
Tratto da Torre Sette


Bollo auto 2018: sono previste 2 alternative, vediamo quali

Abolizione definitiva o aumento per le vetture inquinanti? Cosa ci porterà nel 2018 il bollo auto.
di Patrizia Del Pidio

A tenere banco nelle ultime ore è sicuramente la riforma del bollo auto che potrebbe portare delle importanti novità nel corso del 2018. Con la riforma, infatti, da una parte potrebbe esserci la scomparsa del bollo auto mentre dall'altra la possibilità di un sostanziale aumento per circa 20 milioni di italiani.
Da una parte qualche novità potrebbe essere portata dalla Legge di Bilancio 2018, e anche se nella prima bozza non c'è stato spazio per il bollo auto e per la sua eventuale cancellazione nel 2018, grazie alle maggiori entrate garantite dall'aumento delle accise sul carburante, non è detto che la norma non venga inserita in seconda battuta. La norma, infatti, potrebbe essere inserita sia dallo stesso esecutivo sia dal Parlamento.
La seconda variabile è portata, invece, dalle elezioni del 2018. Il consenso dei cittadini, infatti, potrebbe essere recuperato proprio attraverso la cancellazione definitiva dell'odiata tassa di circolazione ( ipotesi già avanzata da Berlusconi).
Nella legge di Bilancio 2018, però, potrebbe essere inserita anche quella che è stata definita come la stangata del bollo auto, ovvero del nuovo bollo auto che dovranno pagare le auto che inquinano maggiormente. Potrebbe arrivare, quindi, nel 2018 un'amara sorpresa per chi possiede auto euro 3, euro 2 o euro 1. La novità era stata paventata dal Governo con l'obiettivo di rimodernare il parco auto italiano con veicoli meno inquinanti, rilanciando, al tempo stesso, l'industria automobilistica.

Tratto da Investire Oggi


Automobilisti: ecco tutte le tasse che paghiamo senza farci caso

Lo Stato campa sugli automobilisti

di Giuseppe Sarra

Incredibile prelievo forzoso su chi è proprietario di un mezzo. Il fisco non è così asfissiante nemmeno sul patrimonio immobiliare
Gli automobilisti sono tra le categorie più tartassate d'Italia. Ammonta a 73 miliardi di euro il carico fiscale che incombe sui 42,8 milioni di autoveicoli (compresi autobus e camion) presenti nel nostro Paese. E' la fotografia drammatica scattata dalla Cgia di Mestre.
Solo per dare un'idea della dimensione del prelievo, il gettito derivante dalle imposte che gravano su tutti gli immobili presenti nel Paese è leggermente superiore ai 40 miliardi di euro. Il che la dice lunga sull'asfissiante tassazione che pende sugli automobilisti, i quali hanno subito un aumento del 10,1% (in termini assoluti pari a 6,7 mld), mentre la crescita dell'inflazione è stata del 9%.
Le voci che incidono maggiormente sulle tasche degli automobilisti sono quelle relative alle imposte ed alle accise sui carburanti: ben 34,8 miliardi di euro, pari a poco meno della metà dei 73 miliardi complessivi, vengono prelevati per un pieno al nostro mezzo.
In sostanza, per ogni litro di gasolio che acquistiamo alla pompa, precisa la Cgia, il 63% del prezzo è riconducibile al peso del fisco; un'incidenza che sale al 66% per un litro di benzina. Ma pesa come un macigno pure l'Iva sulla manutenzione e riparazione/acquisto di ricambi, accessori e pneumatici. Tanto che nel 2016 questo prelievo ha pesato agli italiani 10,2 miliardi di euro (14% della spesa totale).
Invece l'Iva sull'acquisto degli autoveicoli è costata poco più di 7 miliardi di euro (9,8%), mentre il bollo auto ha assicurato alle amministrazioni regionali 6,6 miliardi (9,1%) e l'imposta di trascrizione ha permesso di incassare 1,7 mld alle Province. E ancora: le imposte sui parcheggi e sulle contravvenzioni hanno garantito un gettito di 5,6 miliardi (7,7%), quelle sui premi di assicurazione Rc auto quasi 3,9 mld (5,3%) e sui pedaggi autostradali sono stati riscossi 2 miliardi. Infine, un altro miliardo arriva dai lubrificanti, imposte e accise.
Fonte: IL GIORNALE D'ITALIA


AI SOCI DEL VALTELLINA VETERAN CAR

La convenzione con Alpes non è stata rinnovata per il 2018.

Si comunica inoltre che a causa del cambio del gestore dei posteggi a Sondrio la ordinanza relativa al posteggio delle auto d'epoca è decaduta e non rinnovata, ed i relativi cartelli sono scomparsi. Attenti alle multe!

" Proprio in questo contesto spicca una iniziativa del comune di Sondrio, prima in Italia, con forte valenza turistica e culturale, in base alla quale i veicoli storici sono i benvenuti a Sondrio
Con un recentissimo provvedimento del comandante della Polizia Locale di Sondrio, Commissario Capo Dott. Maurizio Frenquelli (nella sua qualità di responsabile del settore), la amministrazione del Comune ha recepito e ampliato una istanza avanzata tempo addietro dal Dr. Pier Luigi Tremonti, presidente del Valtellina Veteran Car.
I veicoli di interesse storico e collezionistico iscritti agli appositi registri, art. 60 del D.L.vo 30 aprile 1992, n.285°, esponendo il certificato di iscrizione e/o la apposita targa, potranno sostare negli spazi di sosta a pagamento o regolamentati da disco orario, con esenzione del pagamento e senza limiti di orario. Non solo, potranno circolare nelle Z.T.L. (zone a traffico limitato - non in quelle pedonali!) e potranno circolare in caso di provvedimenti inerenti il blocco del traffico parziale o totale dovuti ad episodi di inquinamento atmosferico."


DA BICCHIERINO A BICCHIERE: SI BEVE DI PIU'

Dal bicchierino al bicchiere: le dimensioni dei bicchieri sono aumentate di ben sette volte in 300 anni, particolarmente nell'ultimo ventennio (passando dai 66 ml nel 1700 a 449 ml nel 2017) e questo è sicuramente un fattore che porta a bere di più gli alcolici. Lo rivela un'analisi pubblicata sul British Medical Journal da esperti dell'Istituto di Salute Pubblica della University of Cambridge. Gli esperti britannici hanno analizzato 411 bicchieri di diversa provenienza (da musei a eBay) datati tra 1700 e 2017. L'alcol è il 5/o più grande fattore di rischio per morte prematura e disabilità nei paesi ricchi. Il consumo di alcolici, vino in particolare, è enormemente aumentato dagli anni '60, per fattori tra cui il marketing la maggiore disponibilità e facilità di accesso, i costi ridotti e alla portata di tutti. Il consumo di vino è aumentato di quasi 4 volte durante il periodo 1960-80, ed è quasi raddoppiato tra 1980-2004. Secondo gli esperti l'aumento delle dimensioni dei bicchieri riscontrato nella loro indagine ha contribuito non poco all'aumento dei consumi di alcolici, specie del vino. (ANSA).


COSI' BUTTIAMO I SOLDI EUROPEI

Per il periodo 2014-2020 la Commissione europea ha assegnato a Roma quasi 43 miliardi di euro: un volume di aiuti secondo solo a quello della Polonia. Aggiungendo il co-finanziamento statale, si arriva a 73 miliardi di fondi per lo sviluppo in sette anni. "Sono cifre da Piano Marshall" commenta l'articolo "ma senza nessuna ricostruzione in vista. Anche perché l'Italia è riuscita a liquidare solo il 2,4% della cifra e a impegnarne il 32 %". L'Ue ha richiamato l'Italia più volte, sottolineando che gli aiuti non possono rimanere incagliati negli uffici, ma devono portare sviluppo reale. Cosa che da noi non accade. Basti pensare alle sovvenzioni date ai pescatori in crisi, utilizzate correttamente solo da quattro beneficiari su 200. Tutti avevano ricevuto 40 mila euro per trovare entro due anni un nuovo impiego. Continuavano invece a pescare, in nero.
L'Espresso, 03/12/2017 Francesca Sironi


CHI DEI DUE?

Chi dei due? E' quello che si è chiesta la testimone di una rapina a Torino a dicembre 2016 quando un ragazzo marocchino aggredì un connazionale rubando 200 euro.
Durante il confronto all'americana il ragazzo si è presentato con il fratello gemello assolutamente identico a lui e quindi il riconoscimento è stato impossibile.
"Mi sembra di vederci doppio" ha dichiarato la testimone e quindi caso chiuso, impossibile identificare il colpevole.
I fratelli sono una gran risorsa.
(Fonte: Corriere)


SPENTI I SEMAFORI IL TRAFFICO SCORRE

Qualche tempo fa un corto circuito ha fatto spegnere i semafori nella zona della stazione centrale di Napoli. Come per magia il traffico di solito congestionato ha iniziato a scorrere agevolmente. A questo punto il vigile Marraffino si è fatto un paio di domande e si è dato pure le risposte. Ha fatto domanda all'assessorato alla Mobilità e ha ottenuto che i semafori della zona restino spenti dalla 7 alle 19.
Basta poco, che ce vo'!
(Fonte: Corriere.it)


RADUNO BIKERS NON AUTORIZZATO, MUORE 16ENNE E 2 FERITI

Per scontro tra moto in Toscana. Minorenni anche altri coinvolti
MONTELUPO FIORENTINO (FIRENZE), 26 NOV - Un ragazzo di 16 anni, Umberto Barbieri, di Sesto Fiorentino (Firenze), ha perso la vita questo pomeriggio in uno scontro che ha coinvolto tre moto durante un raduno non autorizzato di bikers, organizzato con passaparola sui social network, nella zona industriale di Montelupo Fiorentino (Firenze). Altri due 17enni sono rimasti feriti: uno, in gravi condizioni, è ricoverato all'ospedale di Careggi a Firenze, mentre l'altro è stato trasportato in ambulanza all'ospedale di Empoli. Lo scontro tra le tre moto è avvenuto in via dell'Industria. La polizia municipale, che sta cercando di ricostruire quanto sia successo e la dinamica dell'incidente, stima che fossero presenti almeno cento persone, richiamate sul posto dal passaparola, quasi certamente sui social network e servizi di messaggeria. Gli agenti hanno iniziato ad ascoltare i testimoni. Nessuna ipotesi viene esclusa al momento. Le moto interessate dallo scontro sono due mezzi di cilindrata 125cc e una di 300cc.


LA PASTICCERIA PER I CANI

Sabato sarà inaugurata a Brescia Doggye Bag una pasticceria artigianale dedicata ai cani.
Potete comperare in Canettone o un Candoro per festeggiare Natale con il vostro alano gigante ma anche torte di compleanno farcite, macaron, cupcake.
Per carità, ognuno fa quello che vuole ma il pubblicitario che inventato lo slogan: "Un Candoro per il tuo tesoro" secondo noi andrebbe passato per le armi.


STANCO DI PAGARE LE TASSE SENZA GUADAGNARE, REGALA TRE NEGOZI AL COMUNE DI BELLUNO

La scelta di un privato cittadino che non riusciva ad affittare o vendere i locali commerciali ma doveva continuare a pagare le tasse. Saranno usati dal comune come sede di associazioni di volontariato.
Per anni avrebbe cercato inutilmente di affittare e vendere i tre locali commerciali in suo possesso senza riuscirci, così, di fronte all'ennesima richiesta di tasse da parte del comune sui beni immobili in questione che non gli fruttano assolutamente niente, un cittadino veneto ha preso una decisione drastica per disfarsene: regalarli all'amministrarne comunale. È quanto accaduto nei giorni scorsi a Belluno scatenando un dibattito sulla necessità di rivedere la tassazione sugli immobili commerciali. A denunziare l'accaduto attraverso i social, come racconta il Gazzettino, è stato Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, l'organizzazione storica dei proprietari di casa che ha portato il caso ala ribalta nazionale.

"È pensabile che un cittadino decida di regalare tre immobili al Comune perché non riesce a pagare le tasse che gravano su di essi? È successo nel pieno centro di Belluno" ha scritto infatti il numero uno di Confedilizia aggiungendo: "Serve un esempio più lampante per comprendere che bisogna invertire nettamente la rotta in tema di tassazione immobiliare per evitare espropri surrettizi come quello capitato a Belluno?". "Per questo privato è una scomodità possedere i tre negozi perché si trovano in una posizione poco felice, da qui l'idea di regalarli. Il Comune, invece, sa bene come poterli utilizzare e valorizzare. Non abbiamo l'esigenza di guadagnare un utile dall'affitto perciò possiamo davvero pensare di renderli sede di associazioni o di start up" ha spiegato invece il sindaco della città.


Forze di Polizia unite per i controlli a tappeto sui veicoli circolanti

Si chiama "Mercurio Eye Insurance" l'operazione effettuata a livello nazionale e che ha interessato anche la provincia di Sondrio. Nella settimana dal 3 all'8 luglio la Polstrada, la Squadra Volanti della Questura e gli agenti della Polizia Locale del capoluogo hanno unito le forze per effettuare controlli a tappeto sui veicoli circolanti. Controlli mirati ad esaminare anzitutto la regolarità della documentazione relativa agli automezzi: auto, motociclette, autoarticolati.

Forse sbaglio ma pure le biciclette sono classificate dal CdS tra i veicoli? Eppure nessuno le controlla e sono paragonabili alle "mucche sacre". Amen


PIANTARE GLI ALBERI DI NATALE

Piantare gli abeti di Natale E' la proposta di Claudio Chiarle, segretario generale della Fim-Cisl, e supportata dalla regione Piemonte.
In pratica è stato chiesto ai cittadini di non usare alberi veri da addobbare come alberi di Natale ma anzi di piantare quegli abeti nei boschi che sono bruciati in queste ultime settimane in Val di Susa.
Ci vorranno 15 anni per ripristinare i boschi arsi ma questo sembra un buon inizio. (Fonte: Diariodelweb.it)


AUTO IN SOSTA: DIVIETO MOTORE ACCESO ESTATE E INVERNO

Rischia la multa chi con l'auto in sosta lascia il motore acceso per il riscaldamento: ecco perché.
di Alessandra De Angelis

L'auto in sosta deve avere il motore spento? Aveva suscitato curiosità questa estate la notizia delle multe per l'aria condizionata accesa nelle macchine ferme. Ebbene, anche in inverno occorre prestare attenzione al motore della macchina in sosta (leggi anche: Guidare in inverno, le multe più comuni sotto Natale). Il riferimento del Codice della Strada che implica il "divieto di tenere il motore acceso durante la sosta del veicolo allo scopo di mantenere l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo"include infatti non solo l'aria condizionata in estate ma anche il riscaldamento in inverno. La ratio della norma, introdotta nel 2007 dal governo Prodi, punta a ridurre le emissioni di gas di scarico e l'inquinamento dei veicoli.
Multa motore acceso: vale anche per la semplice fermata?
Per capire chi rischia la multa è bene distinguere tra sosta e fermata. Rientra nella sosta anche la condotta di chi lascia un passeggero a bordo ma si allontana dal veicolo. La fermata della macchina è quella che serve ad esempio a far salire o scendere passeggeri: il conducente resta al volante anche se la vettura è ferma.
Il divieto di mantenere il motore in ON (con aria condizionata o riscaldamento accesi a seconda della stagione) vale solo per la sosta e non anche per la fermata.
La multa prevista dal Codice della Strada è salata e va da 216 a 432 euro.
Da Investireoggi.it


MULTA AUTOVELOX NULLA SE LA VOLANTE È COPERTA DA UN CESPUGLIO O UN ALBERO.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il 28 Ottobre 2017 Investire Oggi

L'autovelox vi ha "beccato" per la guida oltre i limiti di velocità? Se non avevate visto la volante, perché nascosta dietro un albero, la multa è nulla. A decidere a favore dell'automobilista multato su un ricorso basato su questa motivazione è stata la Corte di Cassazione con sentenza n.25392/2017.
Il principio di base è che il conducente che supera i limiti di velocità deve comunque essere messo nelle condizioni di sapere con anticipo se più avanti è possibile incontrare una volante della polizia con autovelox. Questo principio comporta due obblighi: in capo all'amministrazione titolare della strada quello di mettere in allerta gli automobilisti del rischio di controllo elettronico della velocità con un cartello posizionato ad una distanza minima congrua (in modo da essere leggibile tenendo conto delle caratteristiche della strada) comunque non superiore a 4 km; per la pattuglia al posto di blocco quello di posizionarsi in modo da essere visibile e non, come nel caso specifico, nascosta tra i cespugli o dietro una fila di alberi.
Si tratta di una sentenza che interesserà molti automobilisti che non sono riusciti ad evitare l'autovelox proprio perché la macchina della polizia non era visibile neanche a distanza ravvicinata perché coperta da colonne, ponti, alberi, cespugli o da un'altra automobile privata (la cd auto civetta) etc.
Possono sembrare obblighi assurdi: se c'è l'autovelox perché segnalare prima la volante e fare in modo che questa sia visibile? Non di certo per favorire chi ha il piede pesante sull'acceleratore e guida superando i limiti di velocità. Queste regole servono, a ben vedere, ad evitare un pericolo ancora più grande per la sicurezza stradale, ovvero quello di frenate improvvise per scendere sotto i limiti.
E se i controlli autovelox servono a sensibilizzare gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità è innegabile che le multe rappresentino un'entrata per le casse del Comune quindi prevedere il cartello di segnalazione e imporre alla volante dotata di autovelox mobile di essere visibile, serve anche in quest'ottica ad evitare applicazioni troppo severe dei controlli volti esclusivamente a fare cassa a danno degli automobilisti che a volte superano i limiti di velocità di poco e avrebbero fatto in tempo a scendere al di sotto della soglia massima consentita qualora l'autovelox fosse stato adeguatamente segnalato e visibile.


ONE GOOSE REVOLUTION

Un nome nuovo per una pratica antica: mettere insieme piante e animali. Sotto le vigne oche, anatre e polli.
Il progetto è stato sperimentato in Umbria dall'Università di Perugia e si è visto che le oche e le anatre preferiscono le vigne mentre i polli e i tacchini razzolano sotto gli olivi che crescono in terreni più aridi.
"La quantità di oche che può essere allevata in un ettaro senza che ci siano troppi danni è di circa 100 individui - spiega Roberto Di Filippo della cantina omonima - Per otto mesi all'anno gli animali passano in media otto ore in vigna per poi ritornare, quasi sempre da soli, nei recinti".
Gli animali mangiano gli insetti, dannosi per le piante, inoltre concimano il terreno e le loro carni sono più gustose rispetto a quelle da allevamento.
(Fonte: Repubblica)


AGENZIA ENTRATE: ATTENZIONE A FALSE EMAIL SU RIMBORSI O PAGAMENTI

Attenzione a false email e sms truffaldini su rimborsi o avvisi di pagamento che sembrano arrivare dall'Agenzia delle Entrate: sono messaggi che potrebbero danneggiare il pc o portare a siti web pericolosi. L'allerta arriva direttamente da Agenzia delle entrate-Riscossione, che sta ricevendo molte segnalazioni dai contribuenti destinatari di messaggi di posta elettronica che arrivano da mittenti quali riscossione.agenziaentrate@swisspay.it, assistenza.equitalia@italia.it o simili, oppure di sms che contengono avvisi di pagamento o presunti rimborsi per conto dell'Agenzia o di Equitalia con l'invito a scaricare file o utilizzare link esterni per effettuare pagamenti o avviare procedure di rimborso.
L'Agenzia mette in allerta: non ha niente a che vedere con queste comunicazioni. Informa infatti in una nota: "Si tratta di messaggi che potrebbero danneggiare pc, smartphone e tablet, attraverso l'utilizzo di file contenenti virus o collegamenti a siti web esterni potenzialmente pericolosi. Agenzia delle entrate-Riscossione è assolutamente estranea all'invio di questi messaggi pertanto raccomanda di non tenere conto degli sms e delle email ricevute, di eliminarli, di non utilizzare i link indicati, di non scaricare alcun allegato e di non dare seguito alle richieste riportate nel testo".


Multa autovelox nulla su rettilineo: se non ci sono curve la macchina deve essere fermata

Multe autovelox su rettilineo: gli agenti devono fermare la macchina e contestare il verbale.

Giro di vita sulle multe autovelox facili spedite a casa senza fermare il veicolo. Una recente sentenza della Cassazione è intervenuta per ribadire l'obbligo degli agenti di spiegare nel verbale il motivo per cui la vettura non è stata fermata.
E' una pronuncia importante e dalla portata generale posto che molte multe autovelox vengono fatte proprio su rettilineo (strada secondaria extraurbana secondaria).
Multe autovelox rettilineo: su strada extraurbana secondaria la macchina va sempre fermata?
Prima di tutto inquadriamo bene il campo di applicazione del dispositivo: multe autovelox mobili su strade extraurbane secondarie. Per gli autovelox in città (che sono legittimi solo se presieduti dalla volante) è infatti pacifico che le macchine debbano essere fermate perché al conducente va data la possibilità di difendersi.
Per quanto riguarda i rilevatori di velocità su strade extraurbane secondarie, l'utilizzo in modalità automatica (ovvero senza l'intervento della polizia) è invece subordinato all'autorizzazione da parte del Prefetto il quale dovrà indicare la chilometrica esatta del tratto in cui è collocato l'apparecchio di controllo elettronico della velocità.
Leggi anche: Perché il ricorso per multe autovelox in autostrada è più facile che in città?
In caso di rettilineo fuori dal centro urbano, l'ordinanza prefettizia non è sufficiente ad autorizzare la contravvenzione per eccesso di velocità senza contestazione immediata. Non serve agli agenti obiettare che l'autovelox, per natura, di fatto misura la velocità dopo il passaggio dell'automobile. Trattandosi di rettilineo, insistono i giudici, non si spiega perché gli agenti, ben consapevoli del funzionamento dell'autovelox e dei suoi limiti in questo senso, non abbiano predisposto una seconda volante pochi metri più avanti per fermare il conducente multato (dandogli anche la possibilità di difendersi). Non essendoci curve o deviazioni è escluso che l'automobilista possa prendere una direzione diversa da quella che percorreva quando è stato multato. In questi casi quindi la multa è nulla.


La "sindrome del cuore spezzato" colpisce anche se muore cane.

Anche la perdita del proprio cane, e non solo quella di congiunti "umani", può provocare la "sindrome del cuore spezzato", un insieme di sintomi del tutto simili ad un attacco cardiaco. Lo ha dimostrato il caso di una donna texana descritto dal New England Journal of Medicine. La donna, di 62 anni, si è svegliata una mattina pochi giorni dopo la morte del proprio cane con un forte dolore al petto e altri sintomi che facevano pensare ad un infarto. Una volta arrivata al Texas Medical Center di Houston però gli esami hanno escluso che ci fosse un attacco cardiaco in corso, e i medici hanno formulato una diagnosi di "cardiomiopatia di Takotsubo", una sindrome talvolta mortale che appunto imita in tutto un infarto e che è scatenata solo nelle donne da eventi drammatici, come la morte del marito o di un figlio. «A scatenare l'evento è stata la morte del mio Yorksire Terrier, Meha - racconta Joanie Simpson, la paziente, al Washington Post -. Ero inconsolabile, mi ha veramente colpito molto». L'episodio conferma i risultati di diversi studi secondo cui il rapporto con il proprio animale domestico può diventare in tutto e per tutto simile a quello con un parente stretto. Secondo una ricerca pubblicata da poco su Veterinary Record, ad esempio, chi ha un cane o un gatto malato ha gli stessi segni di stress di chi deve accudire un congiunto. In Italia inoltre da poco è stata riconosciuto ad una lavoratrice il diritto di avere dei giorni di permesso retribuito a causa di un grave problema di salute del proprio cane. (ANSA)


L'effetto nocebo condiziona la nostra percezione degli effetti collaterali di un farmaco.

È la sensazione di sentirsi peggio in seguito all'assunzione di sostanze inattive, ma che crediamo ci facciano male.

Dopo l'effetto placebo, arriva l'effetto nocebo. Tutti sappiamo cos'è l'effetto placebo, cioè la sensazione di sentirsi meglio assumendo sostanze che si suppone ci debbano far stare meglio, ma che in realtà sono inattive. L'effetto nocebo è il contrario: la sensazione di sentirsi peggio in seguito all'assunzione di sostanze inattive, ma che crediamo ci facciano male.
Le persone che assumono il nocebo hanno la percezione di subire effetti collaterali in seguito all'assunzione di farmaci che in realtà non hanno nessun effetto sul loro organismo. La cosa sorprendente di questo studio è che i pazienti avevano la percezione di soffrire maggiormente quanto più il costo dei farmaci assunti veniva dichiarato alto. Anche con l'effetto placebo il risultato è lo stesso: quanto più è alto il costo del farmaco, tanto più è elevata la percezione di benessere provata dai pazienti assumendolo.
Ma come si fa a provare realmente dolore assumendo un nocebo? L'idea dei ricercatori è che le regioni cerebrali responsabili dei processi cognitivi possano influenzare la percezione del dolore a livello del midollo spinale. In pratica il nostro cervello, consapevole di dover provare dolore in seguito all'assunzione di quel farmaco, manda al nostro corpo degli impulsi dolorosi.
Per avvalorare questa ipotesi un team di ricercatori ha sottoposto un gruppo di volontari a un test che prevedeva l'uso di una crema contro il prurito, che in realtà non conteneva principi attivi. Ai volontari era stato detto che uno degli effetti collaterali dell'uso di quella crema sarebbe potuto essere un aumento della sensibilità al dolore. Inoltre ad una parte del gruppo di volontari era stato fatto credere che il costo della crema fosse piuttosto elevato. Il gruppo a cui era stato fatto credere che la crema fosse costosa aveva mostrato una maggiore sensibilità al dolore. Attraverso l'osservazione cerebrale era stato scoperto che questo gruppo aveva elaborato diversamente dall'altro le informazioni relative al costo del farmaco.
Questo studio è interessante e fa capire come la percezione del consumatore possa essere falsata dalle informazioni che trova nel bugiardino. È pertanto necessaria una corretta comunicazione medico - paziente riguardo alle informazioni sugli effetti collaterali e sulle prospettive di miglioramento a seguito dell'assunzione di un farmaco. Tratto da www.tio.ch/


Licenziati in tronco se usano il telefonino

SVIZZERA
Il provvedimento è dell'azienda trasporti pubblici zurighesi, che ha inviato una lettera di avvertimento ai suoi autisti.

ZURIGO - Non usare telefonini e tablet al volante di mezzi pubblici; in caso contrario si rischia il licenziamento in tronco: l'avvertimento è contenuto in un messaggio inviato in questi giorni dall'azienda dei trasporti pubblici zurighese (VBZ) ai suoi autisti.
La notizia, riportata oggi da Radio Energy, è stata confermata dalla portavoce della società VBZ Daniela Tobler all'ats. La lettera di avvertimento è stata inviata dopo che negli ultimi 12 mesi tre conducenti erano stati licenziati per aver utilizzato smartphone o tablet alla guida del loro automezzo.
In sintesi nel messaggio giunto a tutto il personale si ricorda che in base al regolamento di guida è vietato condurre in questo modo e «in caso di infrazioni sarà pronunciato il licenziamento senza preavviso».
Nelle ultime settimane i media hanno pubblicato vari video mentre vengono commesse infrazioni di questo tipo.
In particolare un tranviere guida alla velocità di 60 chilometri all'ora lungo le strade di Zurigo filmando con il suo telefonino.
In un altro l'autista di un bus della società regionale zurighese VZO usa un tablet al volante del suo automezzo.


100.000 EURO PER VALORIZZAZIONE TURISTICA VALTELLINA

(Lnews - Milano, 09 ott) "Si tratta di un progetto di promozione
e attrattivita' turistica per dare al territorio valtellinese le
giuste prospettive di sviluppo che nascono dalle ricchezze che
ha e che quindi devono essere sostenute. Senza dubbio un passo
concreto in avanti nel percorso di valorizzazione e tutela del
prodotto montano". A dichiararlo e' il sottosegretario di Regione
Lombardia con delega alla Montagna, in merito all'approvazione,
durante l'odierna seduta di giunta, della delibera riguardante
il progetto di 'Valorizzazione turistica della destinazione
Valtellina'.
L'OBIETTIVO - "L'esecutivo di Regione Lombardia - spiega il
sottosegretario - ha approvato il progetto proposto dalla
Camera di Commercio di Sondrio che si pone l'obiettivo di dare
impulso all'offerta attinente al 'prodotto di montagna' e quindi
al settore turistico montano, attraverso non solo attivita' di
promozione e marketing, ma anche tramite manifestazioni ed
eventi sul territorio.
LE AZIONI - "Nello specifico, gli interventi previsti - chiosa
il sottosegretario - sono finalizzati ad incrementare
l'attrattivita' turistica della Valtellina; migliorare la
comunicazione on line/off line; promuovere un'immagine di
qualita' della destinazione multi target e multi prodotto;
comunicare l'offerta del territorio in chiave strategica e con
uno storytelling moderno in grado di valorizzare le molteplici
peculiarita' della destinazione; promuovere una brand identity
unitaria: valorizzare i pilastri di prodotto quali la valle e la
montagna, l'enogastronomia, la cultura e le tradizioni,
l'ospitalita', il valore degli abitanti, portando particolare
attenzione al prodotto invernale per il lancio della stagione
2017/2018".
LE RISORSE - "Le entrate a disposizione - conclude il
sottosegretario - saranno pari a 100.000 euro a valere sul
capitolo 'Trasferimenti a soggetti pubblici per la realizzazione
di attivita' e interventi inerenti l'attrattivita' turistica ed il
marketing territoriale' dell'esercizio finanziario 2017, e
saranno destinate a Unioncamere Lombardia per la realizzazione
delle attivita' programmate". (Lnews)


Fumi in auto? La tua macchina vale molto meno

Le auto "non fumatori" sono sempre ben indicate nelle inserzioni. E ora si scopre che non si tratta di un vezzo: chi continua a fumare in auto nonostante l'eliminazione, ormai generalizzata, dei posacenere e degli accendini a incandescenza tra le dotazioni di serie, crea inconsapevolmente un danno al proprio portafogli che, secondo il magazine Carbuyer che ha realizzato un indagine su questo tema, può arrivare a 2.000 sterline, cioè 2.260 euro.
Questa cifra rappresenta infatti, secondo gli esperti interpellati dalla rivista, il deprezzamento aggiuntivo che caratterizza la valutazione come usato delle auto dei forti fumatori, coloro cioè che non rinunciano alla sigaretta anche quando sono al volante - o più raramente - sui sedili dei passeggeri e finiscono per danneggiare l'abitacolo e i diversi rivestimenti (tappeti, sedili, pannelli porta, cielo), non solo con la cenere ma anche con il tipico cattivo odore dell'ambiente dove si fuma.
Certo, il problema per i fumatori non esiste, ma in ogni caso il valore del bene sarebbe comunque più basso. E quindi un acquirente-fumatore di una vettura di seconda mano piena di cicche dovrebbe avere almeno diritto ad uno sconto.
Carbuyer ha interpellato oltre 6.000 automobilisti e l'87% - una percentuale davvero elevata per una ricerca on-line - ha affermato che non acquisterebbe mai una vettura di seconda mano che sia stata di proprietà di un fumatore. Con oltre 30 milioni di auto in circolazione di Gran Bretagna e circa 7,6 milioni di persone che non rinunciano a fumare nei luoghi, come l'abitacolo della propria vettura, in cui questo 'vizio' è ancora tollerato, il magazine ha calcolato un danno per il valore del 'capitale' rappresentato dal deprezzamento delle quattro ruote che si aggira attorno a 9,6 miliardi di sterline, cioè 10,86 miliardi di euro.
Come hanno sottolineato molti dei concessionari e degli specialisti in auto usate interpellati da Carbuyer, il ripristino di una vettura 'invasa' dal fumo e dalle tante altre sostanze emesse nella combustione della sigaretta è possibile, ma richiede interventi radicali - oltre che sulle tappezzerie anche sull'impianto di climatizzazione - che sono costosi, nell'ordine di diverse centinaia di sterline, e non danno sempre risultati certi.


Esempi da imitare ...

Noi i dossi artificiali, loro le strisce tridimensionaliNoi i dossi artificiali, loro le strisce tridimensionaliL'ultima "invenzione" in fatto di sicurezza stradale viene dalla cittadina islandese di Ísafjördur, dove, dopo sole due settimane dalla proposta, la ditta specializzata in segnaletica stradale Vegamàlun ha dipinto delle strisce pedonali 3D. Pare che l'illusione ottica faccia diminuire istintivamente la velocità all'automobilista. Un po' come le nostre buche...
(Fonte: ilfattoquotidiano.it)


PERICOLO: ATTENTI AI PICCIONI

Monza, 62enne in coma intossicata dal tallio: possibile avvelenamento da piccioni

Il metallo contenuto negli escrementi. Per medici e carabinieri potrebbe essere rimasta per troppo tempo nell'ambiente contaminato della casa di campagna dove era in vacanza. Avvelenati anche tutti i familiari che erano con lei, tra cui la sorella, ricoverata. Sarebbe stato un avvelenamento da "esposizione prolungata" al tallio, contenuto negli escrementi di piccione, quello di cui è rimasta vittima una 62 enne di Nova Milanese, in Brianza, ricoverata in coma all'ospedale di Desio insieme alla sorella di 58 anni. Le indagini avviate dai carabinieri di Desio su input della direzione sanitaria dell'ospedale avrebbero portato infatti alla casa vacanze della famiglia dove le due donne e altri familiari hanno trascorso un periodo di tempo prolungato.
Il fienile dell'abitazione di campagna sarebbe infestato infatti di piccioni, i cui escrementi contengono tallio, metallo presente anche nei topicidi. Le esalazioni, inalate per un tempo prolungato, potrebbero essere state la causa dell'avvelenamento della famiglia. Le due donne avrebbero iniziato ad accusare i primi sintomi di malessere domenica scorsa, e le loro condizioni si sono via via aggravate. Anche i loro familiari, sottoposti a indagini cliniche, sono risultati intossicati in modo più lieve.


CONQUISTA ... SPERANO DI VENDERE QUALCHE AUTO?

Le donne al volante anche in Arabia Saudita!Le prime patenti potranno essere rilasciate solo a giugno 2018 ma le donne arabe ce l'hanno fatta: potranno guidare. Ora bisogna attendere un mese perché il comitato ministeriale si esprima. C'è il rischio che vengano imposte alcune regole come un limite minino di età, si parla di 45 anni, o il consenso del marito.
Nel 2011 Manal al Sharif si era fatta filmare da un'amica mentre guidava, il video divenne subito virale e al secondo tentativo Manal fu arrestata e minacciata tanto che ha dovuto lasciare il Paese e ora vive in Australia.
Alla notizia ha dichiarato "Era la più simbolica delle riforme, la più imbarazzante delle leggi. La norma impediva alle donne di accedere a posti di lavoro dove lo stipendio sarebbe finito tutto in tasca all'autista incaricato di accompagnarle al lavoro".


IL SONNO FA BENE E FA GUADAGNARE

Aprire le scuole mezz'ora più tardi fa aumentare il Pil

18/09/2017 16:28:56
Andare a scuola più tardi non solo fa guadagnare salute agli adolescenti, ma può anche influire positivamente sul Pil. Lo afferma uno studio della Rand Corporation, che per gli Usa ha calcolato un guadagno di 87 miliardi di dollari in dieci anni spostando l'orario di ingresso alle 8.30. I ricercatori hanno elaborato un modello a partire da stime precedenti secondo cui un'ora addizionale di sonno aumenta la probabilità di diplomarsi del 13,3%, e il tasso di frequenza all'università del 9,6%. Ai vantaggi economici dovuti ai migliori lavori trovati da chi si è diplomato o laureato sono stati aggiunti quelli derivanti dai minori incidenti stradali. I dati sono stati poi applicati alle scuole e alle università negli Usa, di cui l'87% inizia prima delle 8.30. Sull'altro piatto della bilancia sono stati considerati i maggiori costi per i trasporti e per le infrastrutture scolastiche derivanti dal diverso orario di apertura. Già dal secondo anno, scrivono gli autori, i benefici superano i costi, mentre dopo dieci anni i guadagni sono doppi rispetto alle spese e dopo 15 tripli. In totale per gli Usa la stima è appunto di 87 miliardi di dollari di maggior Pil in dieci anni. «Un piccolo cambiamento può risultare in grandi benefici economici - conclude il rapporto -. Nei fatti il livello di benefici e il periodo di tempo necessario a recuperare le spese derivanti da questo cambiamento di policy ha pochi precedenti».


LNews-LOMBARDIA SPECIALE: IN REGIONE NON TORNANO 54 MILIARDI DI TASSE VERSATE

(Lnews - Milano, 06 set) "La Lombardia e' la regione che versa
piu' tasse allo Stato ricevendo, in cambio, meno trasferimenti in
termini di spesa pubblica. In questi anni, infatti, il residuo
fiscale della Lombardia ha raggiunto la cifra record di 54
miliardi (fonte: Eupolis Lombardia). Si tratta del valore in
assoluto piu' alto tra tutte le regioni italiane. Un'immensita'
anche a livello europeo se si pensa che due regioni tra le piu'
industrializzate d'Europa come la Catalogna e la Baviera hanno
rispettivamente un residuo fiscale di 8 miliardi e 1,5
miliardi". Lo scrive una Nota pubblicata oggi dal sito
www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it

RESIDUO FISCALE - "Con il termine residuo fiscale - spiega la
Nota - s'intende la differenza tra quanto un territorio verso
allo Stato sotto forma di imposte e quanto riceve sotto forma di
spesa pubblica. Se il residuo fiscale abbia segno positivo, il
territorio versa piu' di quanto riceve; se c'e' un residuo
negativo il territorio riceve piu' di quanto versa. Secondo James
McGill Buchanan Jr, premio Nobel per l'Economia nel 1986, cui si
attribuisce la paternita' della definizione, il trattamento che
lo Stato riserva ai cittadini puo' considerarsi equo se determina
residui fiscali minimi in capo a individui, a prescindere dal
territorio nel quale risiedono. Differenze marcate denotano una
violazione dei principi di equita' basilari".

I DATI PER REGIONE - "Dopo la Lombardia - appunta il teso - si
colloca l'Emilia Romagna, con un residuo fiscale di 18.861
milioni di euro. Seguono Veneto (15.458 mln), Piemonte (8.606
mln), Toscana (5.422 mln), Lazio (3.775 mln), Marche (2.027
mln), Bolzano (1.100 mln), Liguria (610 mln), Friuli Venezia
Giulia (526 mln), Valle d'Aosta (65 mln).
In coda alla classifica: Umbria (-82 mln), Molise (-614 mln),
Trento (-249 mln), Basilicata (-1.261 mln), Abruzzo (-1.301
mln), Sardegna (-5.262 mln), Campania (-5.705 mln), Calabria
(-5.871 mln), Puglia (-6.419 mln) e Sicilia (-10.617 mln)".

IL DATO PRO CAPITE - Anche per quanto riguarda il residuo
fiscale pro capite, la Lombardia presenta i valori piu' alti
d'Italia, con 5.217 euro. Seguono Emilia Romagna (4.239), Veneto
(3.141), Provincia Autonoma di Bolzano (2.117), Piemonte
(1.950), Toscana (1.447), Marche (1.310), Lazio (641), Valle
d'Aosta (508), Friuli Venezia Giulia (430), Liguria (386),
Umbria (-92), Provincia Autonoma di Trento (-464), Campania
(-974), Abruzzo (-979), Puglia (-1.572), Molise (-1.963),
Sicilia (-2.089), Basilicata (-2.192), Calabria (-2.975) e
Sardegna (-3.169)", spiega la Nota pubblicata . Lnews)


Viminale: 'Individuare case inutilizzate, tutelare disagiati'

Circolare ai prefetti per una mappatura, subito interventi anti-occupazioni
Mappatura degli immobili pubblici e privati inutilizzati in tutta Italia e piano nazionale per il riuso a fini abitativi; vigilanza per evitare nuove occupazioni; intervento immediato se si verificano per scongiurare il consolidamento di situazioni come quella dell'edificio di via Curtatone a Roma; nell'esecuzione degli sgomberi tutelare i soggetti che hanno diritto ad un alloggio e le famiglie in condizioni di disagio. Sono i punti principali della direttiva sugli sgomberi inviata dal Viminale a tutti i prefetti.


ERA ORA ... MA L'UTENTE CHE MEZZI HA PER CONTROLLARE?

Autovelox, presto più trasparenza per chi guida. Ecco cosa cambierà

di Silvia Pasqualotto

Una direttiva del ministero dell'Interno cambia le norme per la rilevazione della velocità. L'obiettivo è quello di ridurre gli incidenti stradali mortali, cresciuti dell'1% nella prima parte del 2017.
Nuove regole in arrivo per gli autovelox: gli strumenti per rilevare il superamento dei limiti di velocità sulle strade. Lo ha annunciato il ministero dell'Interno lo scorso luglio con una circolare. Il documento punta a disciplinare e uniformare l'utilizzo di questi strumenti da parte delle forze di polizia ed evitare violazioni della privacy di guidatori e passeggeri. Non solo. La circolare vuole anche evitare che i comuni utilizzino gli autovelox solo per fare cassa.
Un rischio che può essere evitato attraverso "Il costante monitoraggio, da parte dei Prefetti, sulla collocazione dei sistemi di rilevazione della velocità affinché risultino motivati esclusivamente da condivise esigenze di sicurezza stradale". Vanno in questa direzione anche l'obbligo della taratura annuale di tutte le apparecchiature o l'abolizione delle spese aggiuntive per gli automobilisti colti in fallo. Ma scopriamo nel dettaglio di che novità si tratta.
Solo autovelox a norma di legge. La circolare del Ministero ribadisce l'obbligo di utilizzare solo rilevatori a norma di legge e introduce una nuova classificazione dei sistemi di rilevamento secondo tre grandi categorie: quelli fissi, quelli temporanei e quelli mobili. Alla prima categoria appartiene, ad esempio, il cosiddetto Tutor, il sistema di controllo della velocità che si trova in autostrada o le postazioni fissi presenti a bordo strada. Vengono invece chiamati "temporanei" gli autovelox veri e propri, e "mobili" quelli utilizzati da un veicolo in movimento.
Verifiche periodiche su tutti i rilevatori. Altra novità è l'obbligo di controlli annuali - la cosiddetta "taratura" - su tutte le apparecchiature per "verificarne la funzionalità". Si tratta di una norma che deriva da una sentenza della Corte Costituzionale (la sentenza n.113 del 29 aprile 2015) e che punta ad aumentare le tutele nei confronti degli automobilisti. Se infatti l'autovelox non dovesse risultare tarato, le persone multate possono fare ricorso e chiedere l'annullamento del verbale. La circolare introduce nuove regole anche per quanto riguarda gli appalti per la gestione e la manutenzione dei rilevatori. Gli affidamenti dovranno essere, infatti supervisionati dall'organo di polizia e non interferire con la sua attività ("Una precisa delimitazione delle attività di assistenza tecnica dei soggetti privati, che non devono mai interferire con quella dell'organo di polizia e comunque essere svolte sotto il controllo di quest'ultimo").
Controlli su entrambi i lati e riprese frontali. Un'importante novità introdotta dalla circolare riguarda la possibilità di rilevare la velocità in entrambe le direzioni di marcia contemporaneamente. Non solo. Da oggi le forze di polizia potranno anche fare riprese frontali. Attenzione però: le apparecchiature per la rilevazione devono essere dotate di un sistema per oscurare i volti così da garantire la privacy di autista e passeggeri.
Non si gioca più a "nascondino". La circolare conferma l'obbligo di segnalare la presenza degli autovelox con appositi cartelli che devono essere visibili. Vietati quindi i rilevatori nascosti. La legge non fissa la distanza minima tra il segnale di avviso e la postazione di controllo che deve comunque però "adeguata" e proporzionata al tipo di strada.
Multe sì ma trasparenti. "Le spese di accertamento gravanti sul trasgressore dovranno essere ben circostanziate e documentate", si legge nella circolare. Questo significa che, proprio come per le bollette domestiche, anche le multe dovranno essere leggibili e comprensibili. Inoltre i comuni, e le altre amministrazioni non potranno far pesare sugli automobilisti i costi ordinari di gestione delle attività d'ufficio per la verbalizzazione delle multe.
Riduzione della velocità accertata ma addio ai decimali. La direttiva definisce con chiarezza a quanto ammonta la riduzione della velocità accertata "Alla velocità che viene accertata dall'apparecchio di misura - si legge nella circolare Minniti - deve essere applicata una riduzione pari al 5 per cento del valore rilevato, con un minimo di 5 chilometri orari. Eventuali decimali non possono essere oggetto di ulteriori arrotondamenti , né è possibile tener conto di eventuali ulteriori percentuali di riduzione collegate all'incertezza della misura dello strumento, già comprese nella percentuale prefissata".


A PROPOSITO DI SINISTRI E DANNI

In caso di incidente stradale in cui la macchina riporta danni, l'assicurazione non risarcirà il costo della riparazione per intero se supera il valore di mercato del veicolo.
L'assicurazione, quindi, se possediamo un auto vecchia il cui valore commerciale è basso, non è tenuta a pagare per intero il costo della riparazione ma si limiterà a corrispondere il valore dell'auto. A determinarlo è il Codice civile all'articolo 2058 nel quale si legge che "il danneggiato può chiedere la reintegrazione in forma specifica, qualora sia in tutto o in parte possibile. Tuttavia il giudice può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa per il debitore".
Oltre al valore commerciale dell'auto, ovviamente, il danneggiato ha diritto anche ai danni accessori, ovvero le spese di rottamazione, le spese per una nuova immatricolazione, il risarcimento dell'eventuale bollo non goduto, spese di soccorso e custodia del veicolo danneggiato e il tempo tra rottamazione dell'auto e acquisto di un'altra simile.
Quindi il danneggiato avrà diritto oltre al valore commerciale dell'auto (dal quale andrà sottratto eventualmente il valore del rottame se si trova qualcuno che voglia acquistarlo) anche alla corresponsione, da parte della compagnia assicuratrice, dei danni accessori sopra riportati.


IMPORTANTE SAPERE CHE ...

Autovelox, le ultime novità
Gli autovelox di qualsiasi tipo, fissi, mobili, a funzionalità manuale e tutor, devono essere sottoposti a verifiche di controllo e di taratura almeno ogni anno, pena il non poter essere utilizzati.


Incubo autovelox estate 2017: non solo Trucam, pericolo Scout Speed

Si parla tanto del timore dei nuovi Trucam che, oltre a funzionare come autovelox di precisione a distanza, scattano multe per guida al cellulare. Ma in estate, e questa non è una novità del 2017, torna il boom di multe autovelox per gli Scout Speed a danno dei turisti che molto spesso evitano di fare ricorso e quindi pagano rimpinguando le casse dei Comuni.
Sono piccoli strumenti di rilevazione montati sulle volanti e quindi mobili e difficili da scorgere e, per questo, particolarmente insidiosi. A differenza delle volanti ai margini della strada, essendo posizionato all'interno della macchina, lo scout speed non è visibile e quindi il rischio di essere multati aumenta. La fotografia scattata dallo scout speed sarà elaborata dagli uffici e poi allegata al verbale che sarà inviato a casa entro 90 giorni.
L'unico modo per evitare veramente le multe dello scout speed è rispettare i limiti di velocità scrupolosamente, soprattutto in prossimità di curve o gallerie, perché spesso è nei punti meno visibili che si apposta la volante.
Diverse sentenze peraltro hanno stabilito che gli scout speed, a differenza di altri autovelox, non vanno neppure segnalati con apposito segnale.
Scout speed: il cartello non serve.
Insomma, se si vuole evitare la pioggia in questa estate 2017, almeno quella di multe, è sicuramente consigliabile non premere troppo l'acceleratore e rispettare i limiti di velocità.


A PROPOSITO DI CIRCOLAZIONE

Vacanze estate 2017 in macchina: attenzione alle multe in autostrada
Non solo autovelox in autostrada: rischia multe anche chi non procede sulla corsia giusta o chi usa quella sbagliata per il sorpasso di veicoli lenti. In linea generale, infatti, l'articolo 143 del CdS impone di circolare sulla corsia libera più a destra. Per chi non rispetta questa disposizione è prevista una contravvenzione e la decurtazione di 4 punti della patente. Ne consegue che, chi guida troppo piano occupando la corsia di sinistra, rischia una multa.
Quando si può sorpassare a destra? Regola ed eccezione
Il sorpasso invece, come noto, si effettua usando la corsia riservata di sinistra. Tuttavia è prevista appunto un'eccezione se la macchina che procede lenta resta nella corsia di sinistra e non accenna a rientrare. In questo caso il veicolo può sorpassare usando la corsia di destra. La ratio della norma è quella di rendere più agevole possibile il flusso del traffico evitando code e riducendo così il rischio di tamponamenti e incidenti. Resta fermo che la manovra deve essere fatta con attenzione e cautela, prestando tutte le accortezze del caso per evitare incidenti.
Se in autostrada vi sorpassano o vi superano da destra (la giurisprudenza ha distinto le due ipotesi a seconda che il veicolo più veloce rientri poi nella corsia di partenza oppure no), sappiate che siete voi a poter essere passibili di multa qualora siate rimasti troppo a lungo nella corsia di sinistra pur non essendo in fase di sorpasso.
Regole simili peraltro non si applicano solo in autostrada ma anche nelle strade urbane. In città è previsto che i conducenti non possono cambiare corsia se non per prepararsi a svoltare a destra o a sinistra, o per fermarsi.


E' BENE SAPERE ...

Multa in doppia fila: si rischia la condanna penale.
Altra cosa che non tutti sanno: chi parcheggiando in doppia fila blocca una macchina in uscita può rischiare una condanna penale per sequestro di persona. Può sembrare assurdo ma la legge punisce in questo modo chi limita la libertà di movimento. La sentenza del 2005 aveva cosi sanzionato non tanto il semplice parcheggio dietro un'altra macchina ma il rifiuto, a seguito di un diverbio, a spostarla.


DIFENDERSI DAL CALDO

Come sopravvivere alle notti bollenti.
Le notti tropicali di questa stagione possono ridurre la qualità del sonno.

Prima di andare a dormire infilate il pigiama in un sacchetto di plastica e poi nel freezer. Una volta indossato, il fresco del tessuto svolge un'azione gradevolmente rinfrescante sulla pelle. A chi dovesse aver ancora caldo anche con il pigiama refrigerato, consigliamo di riempire una boule con acqua fredda e di infilarla nel letto.


ANCHE CON L'AUTOBUS AL PARCO BARTESAGHI

Fino al 30 settembre 2017, verrà attivato in via sperimentale il prolungamento di due corse della linea blu - città 2 fino al Parco Bartesaghi. "Una decisione che vuole favorire ulteriormente la possibilità di stare al parco e di godere dei suoi bellissimi ed ampi spazi. Abbiamo dunque deciso di accogliere la proposta di Valtellin@ccessibile la quale ci ha manifestato l'esigenza di istituire una corsa di andata e ritorno del trasporto urbano che raggiunga il Parco Bartesaghi - ha spiegato Pierluigi Morelli, Assessore alla Mobilità del Comune di Sondrio -."Infatti, nonostante esista un ottimo collegamento ciclo pedonale fra il centro ed il Parco, ci sono soggetti che hanno comunque delle difficoltà ad utilizzarlo e dunque, valutate con il gestore del servizio Gianolini Servizi e Trasporti s.r.l. le possibilità e le modalità di effettuazione di tale proposta e ritenuto di poter soddisfare quanto richiesto, a giorni partirà il prolungamento di due corse della linea blu - città 2 nei giorni feriali" continua l'Assessore. Precisamente:
corsa di andata al Parco Bartesaghi: n. 11 con partenza dalla Stazione alle 14.30 arrivo previsto al parco alle 14.42;
corsa di ritorno dal Parco Bartesaghi: n. 13 con partenza dal parco alle 18.15 circa e arrivo alla Stazione alle 18.30;
Le due nuove corse implicano la modifica del loro precedente percorso: da via Maffei, si insisterà su via Moro e il 7° ponte, percorrendo via Ventina in entrambi i sensi ed immettendosi sul normale percorso in via dello Stadio e quindi con soppressione, per solo queste due corse, della fermata di via Mazzini; inoltre verrà soppressa la corsa n. 14 della linea verde (ultima corsa), in quanto scarsamente utilizzata dall'utenza e quindi senza oneri economici aggiuntivi per l'amministrazione, come in accordo con l'Agenzia provinciale per il TPL. Dal primo di ottobre il servizio tornerà negli orari e nei percorsi abituali.


TRASPORTO PUBBLICO IN LOMBARDIA

(Lnews - Milano, 03 lug) "Dal Governo arriva l'estrema unzione al trasporto pubblico". Lo ha detto l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, ricordando che "negli ultimi 3 anni a Roma hanno tagliato 70 milioni di euro a ferro e gomma".
PREVISTI TAGLI PER ALTRI 160 MILIONI - "Anche quest'anno - continua Sorte - si prevedono tagli pari a 160 milioni di euro. Alfieri e i suoi compagni di partito hanno un bel coraggio a parlare di investimenti per il Tpl quando il loro Governo continua a tagliare costringendo il trasporto pubblico al 'de profundis'".


NO COMMENT! PREVENZIONE?

Produce bambole per adulti che sembrano bimbi: "Prevengono gli abusi dei pedofili".
Un'azienda giapponese da anni produce bambole per adulti con l'aspetto di bambini, il titolare ammette: "La maggior parte delle persone acquista la bambola per ragioni sessuali".
Esiste un'azienda giapponese che da anni produce bambole per adulti spesso destinate all'uso sessuale ma dall'aspetto molto particolare: riproducono esattamente i lineamenti di un bambino. In poche parole si fabbricano imitazioni di bambini e bambine per permettere di sfogare i gusti sessuali dei pedofili. Ad ammetterlo è lo stesso fondatore della Trottla, Shin Takagi, secondo il quale la fabbricazione di queste bambole particolari è un valido strumento per limitare i reati sessuali sui bambini. In un'intervista rilasciata The Atlantic, l'uomo infatti spiega che la sua è una missione "etica e perfettamente legale" che può evitare ai pedofili di commettere crimini ed evita a molti bimbi di subire abusi.


AUGURI IPHONE

Era il 29 giugno del 2007 quando l'Iphone approdò per la prima volta nei negozi. Steve Jobs lo presentò come tre apparecchi in uno: un telefono, uno strumento per navigare in internet e un iPod. Tutto in un unico device. La Apple aveva reinventato il telefono e da quel giorno il telefono è diventato smartphone, uno strumento che ha cambiato le nostre abitudini, il nostro modo di pensare e di vivere.
Dal 2007 sono stati venduti 7 miliardi di smartphone. Un dispositivo ormai irrinunciabile in grado di fare tutto dalle foto alle mail, condividere, ascoltare musica, essere connessi sempre e ovunque. In poche parole è come avere un pc in tasca.
Poco dopo nacque l'App Store e cominciò la vera rivoluzione delle app. Grazie all'iPhone sono nati colossi come Facebook, Twitter e Uber. Un'invenzione che ha cambiato il nostro modo di comprare, di lavorare e fare fitness. Oggi si usano le App per tutto: per consultare gli orari dei treni, per leggere le news, per chattare, per imparare una nuova lingua. Dieci anni di grandi novità che continueranno con la presentazione quest'autunno dell'iPhone 8. Sarà un'altra rivoluzione?


OCIO ... ATTENZIONE ...

Auto d'epoca: esenzioni e agevolazioni fiscali non le rendono economiche.
E' vero che per alcuni mezzi d'epoca è prevista l'esenzione del bollo auto (veicoli storici con più di 30 anni) ma è innegabile che possedere e mantenere una macchina di questo tipo abbia un costo, non solo e non tanto per le tasse ma per la benzina e gli interventi di conservazione del motore e la meccanica e della carrozzeria. Basti pensare che, trattandosi di veicoli fuori produzione, la sostituzione di ogni componente ha un costo.
Per il Fisco questo comprova una certa "capacità contributiva" del collezionista che deve pertanto trovare riscontro nella dichiarazione dei redditi. Possedere dei beni costosi non significa in automatico essere considerati ricchi ma giustifica e rende legittima una richiesta di accertamenti, aldilà dell'uso che poi viene effettivamente fatto della macchina. Sarà onere del contribuente che riceve l'avviso del Fisco provare che non sussiste evasione fiscale.
In questo senso si è espressa di recente la Cassazione confermando che "il riferimento al possesso di autovetture da parte del contribuente, contenuto nel cosiddetto redditometro, deve intendersi esteso anche alle auto storiche, non rinvenendosi in dette disposizioni alcuna precisazione o restrizione al riguardo, e rappresentando tale circostanza un idoneo indice di capacità contributiva, dal quale possono correttamente desumersi elementi di valutazione (…) come fatto al quale notoriamente si ricollegano spese a volte anche ingenti".
E' importante, quindi, al momento della dichiarazione dei redditi, sapere che se si dichiarano entrate minime ma si hanno beni di lusso, si potrebbe essere soggetti ad accertamenti fiscali e si sarà dunque tenuti a dimostrare in che modo è stato possibile entrarne in possesso e come vengono mantenuti.


 
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nereal.com . 04-11